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Con una app mai più figli dimenticati in auto

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di GIUSEPPE CANTATORE

CORATO - La scossa è arrivata poco prima dell’estate. Gioia, una bimba di neppure 17 mesi, era appena morta dopo essere stata dimenticata in auto dai genitori sotto il sole cocente. Ennesima vittima di una tragica disattenzione molto più comune di quanto si possa pensare. Tanto è bastato a un gruppo di ingegnosi ragazzi della nostra terra per dire basta e inventare il modo per impedire che tutto questo potesse ripetersi ancora.

E’ nata così «Don-Go», una «app» per lo smartphone che aiuta a non scordare i bimbi in auto. A idearla sono stati il 26enne tranese Claudio Cuccovillo, la coratina Luisa Ferri e la pescarese Benedetta Caputi, entrambe di 24 anni, e il 29enne Salvatore Saldano di Busto Arsizio ma dalle origini calabresi, subentrato nel team in un secondo momento.
«Il nome del progetto ricorda l’espressione inglese “don’t go”, cioè “non andare”» racconta Claudio che ha promosso l’iniziativa.
«Il funzionamento è semplice - prosegue -: abbiamo realizzato un piccolo sensore che si colloca sotto il cuscino di qualunque sediolino per auto e rileva il peso del bambino. Quando il bimbo si siede, il dispositivo attraverso l’applicazione si collega via bluetooth allo smartphone del genitore alla guida. Se il genitore scende dalla macchina e si allontana più di otto metri senza prendere il bimbo, il congegno fa suonare l’allarme sul telefonino. In caso di assenza di risposta, entro pochi minuti altri messaggi di allarme partono verso i cellulari di parenti e amici inseriti nel programma».

Per adesso con «Arduino» è stato realizzato un prototipo di «Don-Go», ma i costi di produzione sono alti e i ragazzi non hanno finanziatori alle spalle. «Per questo il 25 novembre lanceremo una campagna di crowdfunding su Kickstarter - aggiunge Luisa, che a marzo si laureerà alla Bocconi in Economia per arte e cultura e comunicazione - in modo da ricavare i fondi necessari per produrre il dispositivo anche su larga scala e magari poterlo rendere uno standard su tutti i seggiolini».
«La nostra idea ha un forte impatto sociale: il sistema oltre ad essere intuitivo, innovativo e poco invasivo, sarà alla portata di tutti. Non a caso - sottolinea Luisa - il progetto sarà anche “open source” e chiunque potrà collaborare a migliorarlo».
Se tutto andrà come deve, «Don-Go» potrebbe essere commercializzato tra circa un anno a un prezzo che si aggira sui 50 dollari (poco più di 40 euro).

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