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I giovani e la Shoa Una mostra itinerante

I giovani e la Shoa Una mostra itinerante
BARI – Una mostra itinerante, composta dai lavori di ragazzi di tutta Italia, per far comprendere ed accettare qualunque diversità con l’ausilio della scuola e dei suoi insegnanti. E’ lo scopo della mostra 'I giovani ricordano la Shoah' che ha inaugurato oggi a Bari la prima tappa del suo percorso lungo la penisola. La mostra comprende 70 elaborati tra oli, cartelloni, installazioni, album, dvd e ricerche dei ragazzi, scelti dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) in collaborazione con l’Unione delle comunità ebraiche (Ucei) tra tutti quelli che hanno partecipato al concorso nazionale 'I giovani ricordano la Shoah' dal 2001 ad oggi.

"Un patrimonio incredibile talmente importante da meritare di essere oggetto di una mostra che gli insegnanti - ha sottolineato il dirigente del Miur Giuseppe Pierro - devono sfruttare per accompagnare il lavoro di educazione ai temi della Shoah nelle classi, inserendolo in un percorso di ragionamento. E Bari stata scelta come prima tappa - ha aggiunto - per il suo impegno istituzionale e la grande partecipazione di docenti e istituzioni al concorso nazionale in tutti questi anni".
"Siamo partiti dall’idea che ricordare è necessario e attraverso questa mostra gli insegnanti possono far comprendere agli alunni - ha spiegato la coordinatrice di 'Memoria della Shoah per Uceì, Sira Fatucci - come gli ebrei odiati e cacciati di ieri sono quegli stessi stranieri, rom e tutti quelli che oggi possono sembrare diversi e che sono mal sopportati. Con l'auspicio che questi lavori, partiti dal cuore dei ragazzi, giungano al cuore di tutti".

"E' una bella cosa questa mostra, significa parlare della Shoah - ha sottolineato una delle ebree superstiti, Andra Bucci, originaria di Fiume, che a 4 anni fu deportata con una parte della famiglia - e di quello che successe in Italia. Per troppi anni l’Italia è stata in silenzio. Devo dare atto che la Germania, con tutti i suoi torti, piano piano ne sta parlando e sta chiedendo scusa: è un piccolo passo ma per esempio a me, a mia sorella, superstiti del campo di Birchenau, l’Italia non ha mai chiesto scusa, nè ci ha mai protetti. Molti pensano che gli ebrei italiani non furono toccati perchè Mussolini era alleato di Hitler ma non è cosi, furono presi dopo, è vero, ma deportati anche loro".
"Ecco perchè è bene che se ne parli - ha concluso Bucci - perchè attraverso i bambini anche i grandi accettino tutti quelli che, per vari motivi, vengono considerati diversi: è una lezione di vita".

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