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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Perchè partire e tornare iniziative Gal colline Joniche

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TARANTO - Il fenomeno della “migrazione” raccontato da più punti di vista. Un taglio conoscitivo delle radici che è anche una lettura attenta dei fenomeni che ancora oggi interessano molti popoli mediterranei. L’occasione è fornita da una misura del Programma di Sviluppo rurale (misura 421 – ndr) che mette in stretta correlazione il mondo della ruralità con le storie e le testimonianze dei Pugliesi che da questa terra sono partiti per raggiungere il Nord Europa o il Brasile, l’America e l’Argentina.
Una azione a cui il GAL Colline Joniche ha dedicato due importanti progetti. Il primo: un cortometraggio, “Il Pumo” realizzato dal regista Antonio Palumbo dedicato al fenomeno migratorio di oggi.

«Perché si parte e perché si ritorna? – dice Palumbo, che è anche curatore, insieme a Francesca Scanu e Francesca Monaco della sceneggiatura – perché il viaggio è anche ricerca di futuro. Ma a menare la danza è sempre l’amore. Così abbiamo voluto raccontare, sfuggendo dalla trappola della retorica, il punto di vista di un giovane pugliese, neolaureato di oggi, e mettere lo spettatore di fronte ad una storia vera, possibile, in cui non si fa nessuna fatica a immedesimarsi».

Un racconto schietto e semplice che il corto “Il Pumo” affida a interpreti locali, il giovane crispianese Giuseppe Colucci e al ceramista Mimmo Vestita.

«Sappiamo che buona parte dello sviluppo di queste terre è legato all’emancipazione che anche l’emigrazione portò in certi processi di sviluppo della nostra cultura rurale – spiega Antonio Prota, presidente del GAL Colline Joniche – pertanto il film da una parte e la ricerca documentale dall’altra ci hanno consentito di disegnare un quadro più definito della presenza, ma soprattutto del ruolo dei pugliesi, e dei nostri conterranei in particolare, in certi contesti internazionali. Storie vere che hanno trovato cornice ideale nell’Esposizione e Mostra documentale e di testimonianze curate da Maristella Bagiolini per l’Associazione Intersezioni che nelle settimane scorso nellee Sale di rappresentanza del Castello Episcopio rivela il senso profondo delle radici e delle ragioni di questo fenomeno».

«L’esperienza della migrazione – commenta Rocky Malatesta, direttore del GAL Colline Joniche –, al di là delle ragioni di necessità primaria che vi sono alla base, è stata per gli italiani e i pugliesi nel mondo anche una importante occasione di arricchimento culturale oltre che economica. Le storie che raccontiamo nella mostra sono quasi tutte di nostri conterranei che tornano e portano in Italia, soprattutto nel Sud, innovazione, esperienza, a volte anche diritti e conoscenze che hanno contribuito a migliorare negli anni la loro terra d’origine. Un racconto corale che in qualche maniera pone sotto una luce differente e positiva anche il fenomeno della migrazione di oggi, spesso oggetto solo di tante polemiche sterili e strumentali».

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