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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Donna cerca il partner? «San Nicola pensaci tu»

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LIA MINTRONE
BARI - Sarà pure la generazione 2.0, sarà anche l’epoca delle chat, di messanger, di whatsapp, degli incontri al buio e delle agenzie matrimoniali. Eppure, a Bari, per trovare marito ci si rivolge ancora a San Nicola. La conferma arriva dalle decine di bigliettini che ogni giorno vengono lasciati sulla colonna miracolosa. Basta scendere nella cripta della Basilica, la stessa dove sono custodite le reliquie del Santo di Myra, e guardare a destra. Eccola lì, la colonna dai tanti significati che incarna fede, tradizione e folklore. Un tempo, la notte del 5 dicembre, veri e propri plotoni di donne vacantine, oggi più modernamente considerate single, si recavano in pellegrinaggio in Basilica per compiere i celebri tre giri attorno alla colonna. La leggenda narra, infatti, che molte donne lo abbiano realmente trovato ‘ sto benedetto marito grazie a quei tre giri e grazie, ovviamente, all’intercessione di San Nicola diventato, più modernamente , il santo protettore delle single. Eppure, questa storia che affonda le sue radici in tempi lontani, si è fatto di tutto per sradicarla. Dal 2007, per volontà dei padri domenicani, la colonna è stata «imbracata» in una gabbia di ferro. E non solo. Una teca non permette neanche di toccarla. Peraltro, un totem che narra la storia della colonna è stato installato in modo tale da ostruire il passaggio a qualsiasi corpo umano. Ma le single baresi, ma anche donne provenienti da tutto il mondo, non si sono date per vinte e hanno trovato l’escamotage. Voi non ci fate fare i giri attorno alla colonna? Voi non ce la fate neanche toccare? E noi scriviamo dei bigliettini a San Nicola e li infiliamo dall’alto.

C’è chi riesce a posarli sulla parte terminale della colonna, forse grazie anche ai tacchi 12 così di moda, ma c’è chi li lancia facendoli finire alla base. L’importante è stabilire un contatto con l’amato Santo affinché allievi la sofferenza e risolva le pene d’amore. E tutt’oggi, nonostante la colonna sia inaccessibile da anni, è tanta la delusione da parte delle fedeli che, la notte tra il 5 e il 6 dicembre, arrivano in Basilica certe di poter fare i tre giri. C’è da dire, però, che la decisione dei domenicani di interdire al pubblico la miracolosa colonna, è nata proprio dalla volontà di volerla preservare da scempi di ogni genere. In passato c’è stato anche chi l’ha raschiata con l’intento di portarsi a casa qualche pezzo. Atti scellerati, per carità, e giustamente condannabili. Però, così facendo, si è creata una certa distanza, forse eccessiva, tra San Nicola e le sue fedeli.

Non sempre il preservare è l’unica via per la soluzione di un problema, anche quando ci si imbatte in rituali di matrice popolare. Basti pensare a quello che avviene a Roma alla statua bronzea di San Pietro posta nella navata centrale della maestosa Basilica meta, ogni giorno, di migliaia di fedeli. Da secoli, la statua, è oggetto di grande venerazione da parte del popolo romano, che con i suoi baci ne ha letteralmente consumato il piede destro. Eppure è ancora lì, a disposizione dei fedeli, nessuno l’ha ingabbiata. Non ne parliamo di quello che avviene a Verona dove migliaia di persone in difficoltà amorose cercano conforto nell’intercessione di Giulietta. Tant’è che non solo per arrivare al famoso balcone è tutta una corsa ad ostacoli rigorosamente a pagamento tra migliaia di biglietti d’amore ma, all’interno del palazzo, è stata allestita addirittura una sala multimediale zeppa di computer dai quali, gli innamorati in difficoltà, scrivono supplichevoli email alla signorina Capuleti, celebre vittima scespiriana dell’amore più crudele. Basta spingere invio e un gruppo di psicologhe e psicoterapeute, gratuitamente, leggeranno la lettera e risponderanno ai mittenti con tanto di suggerimenti da adottare per superare i problemi di cuore.

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