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Settimana del Pianeta Terra In Basilicata alla scoperta del «villaggio Saraceno»

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“In Basilicata, a Matera, c’è un villaggio Saraceno formato da ben 70 grotte scavate in un vallone affluente della Gravina di Matera e lo vedremo grazie alla Settimana del Pianeta Terra, ci entreremo dentro rimanendo affascinati da una chiesa bizantina. Un villaggio che ospitava pastori di cui vedremo le tracce ma dove vedremo necropoli ed abitazioni in grotta”, a parlare Gianluca Violante (Geologo escursionista e socio fondatore dell’Associazione “GeA Geoturismo ed Ambiente) che descrive una iniziativa che si terrà in Basilicata ad ottobre.

Matera capitale europea 2019, infatti,  sarà protagonista della "Settimana del Pianeta Terra", un grande ed innovativo progetto di promozione delle geoscienze, costruito da Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino e da Silvio Seno dell’Università di Pavia e riconosciuto ufficialmente dal MIUR. Ben 236 eventi in contemporanea dal 18 al 25 Ottobre e solo in Italia. Ed ecco che saremo in un sito assolutamente unico al mondo: il Villaggio Saraceno .

“Esso è interessante, oltre che per gli aspetti paesaggistici – prosegue Violante - anche perché rappresenta una testimonianza di come erano i Sassi di Matera in una fase iniziale dell'urbanizzazione. Avremo la grande opportunità di arrivare ad aree apparentemente inaccessibili ammirando sorprendenti presenze di antica civiltà rupestre. Superbe scalinate scolpite nella pietra collegano abitazioni in grotta, cripte e santuari, cisterne, immensi ovili, necropoli e tombe di famiglia. Tutto questo durante la Settimana del Pianeta Terra La funzione del complesso rupestre era di dare rifugio ad agricoltori, pastori ed armenti. Molte delle grotte sono state usate come ovili sino agli ultimi lustri del XX Secolo e come vedremo durante la Settimana del Pianeta Terra ancora oggi è possibile trovare tracce dell'antica presenza dei pastori”.
Matera dunque sarà grande protagonista della più imponente promozione delle geoscienze che in Italia vedrà scendere in campo più di 600 ricercatori, tutte le Università italiane, i grandi Enti di ricerca. Il mondo delle geoscienze aprirà le proprie porte a tutti i cittadini.

“Il paesaggio rupestre della Murgia Materana è profondamente diverso dagli altri paesaggi rupestri presenti nel bacino del Mediterraneo. La sua genesi e la successiva evoluzione architettonica degli originari ipogei rupestri, in molti casi di origine preistorica, sono state favorite dal peculiare habitat geostrutturale, idrogeologico, geomorfologico e geomeccanico della Gravina di Matera. La civiltà rupestre del Materano si è essenzialmente sviluppata nel Medioevo, tra l’VIII e il XIII sec d.C. ed è testimoniata da un ricco e variegato patrimonio storico ed architettonico. Si ritrovano, infatti, insediamenti urbani, i Sassi appunto, disposti su più livelli, insediamenti rupestri pastorali, i così detti Iazzi, villaggi trincerati, luoghi di culto come chiese, asceteri, cenobi, complessi monastici ed eremi. In molti casi il luogo di culto occupa una grotta scavata da fenomeni naturali, a volte l’ambiente è in parte scavato in parte costruito”.

Il programma con gli eventi su www.settimanaterra.org

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