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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Eva Degli Innocenti nuova direttrice del MarTa «La Puglia così dinamica»

di ENRICA SIMONETTI
di ENRICA SIMONETTI

«Lo so, sarà una sfida. Mi interessa la città e il suo entroterra, mi interessa il Museo e la città operaia. Mi interessa una possibile operazione di valorizzazione e di democrazia culturale». Così esordisce Eva Degli Innocenti, 39 anni, toscana: da ieri è la nuova direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, una delle venti figure di alta professionalità selezionate dal primo concorso internazionale. Un’archeologa nata a Pistoia, che si è laureata a Pisa in conservazione di Beni culturali, indirizzo archeologico, dove ha frequentato anche la Scuola di Specializzazione di Archeologia; ha poi conseguito il dottorato di ricerca europeo presso l’Università di Siena in Storia, archeologia e archivi del Medioevo. Dal 2013 è direttrice del Servizio dei beni culturali e del museo/ centro d’interpretazione «Coriosolis » della Comunità dei Comuni Plancoet Plélan in Bretagna. Dal 1995 al 2008 ha condotto scavi archeologici in Italia e in Tunisia.

Dal nord della Francia al tacco della Puglia, una scommessa nel nome dell’archeologia? «Devo dire che non me l’a spettavo, erano giunte tante candidature a questo concorso e c’era molta concorrenza. Sono quindi felice e sorpresa ma sottolineo che avevo espresso la mia preferenza per Taranto, per quello che considero uno dei musei più importanti d’Italia e d’Europa, anche per la sua straordinaria collezione di ori ellenistici e per l’originalità del percorso espositivo».

Quindi conosce il Museo e la Puglia? «Sono sempre venuta in Puglia, sin da piccola e ho ricordi d’infanzia oltre alle amicizie che mi hanno portata qui ogni anno, soprattutto in Salento. C’è stata questa occasione e ho provato a coglierla, lo so sarà una sfida ma tengo molto a Taranto e al suo entroterra, ai luoghi che vanno ancor più valorizzati. Mi interessa la città e vorrei che i primi fruitori del Museo (che conosco prima e dopo l’intervento di riapertura), fossero i cittadini. Credo che il Museo debba essere non solo un luogo di conservazione di oggetti ma il punto nevralgico della valorizzazione di una città. di una regione. Trovo la Puglia molto dinamica e spero in partnership che possano innescare nuove energie positive» .

Quindi Puglia dinamica dice lei, o Sud arretrato, con ritardi da colmare? «Non vedo un Sud arretrato, basta pensare ai grandi passi in avanti con il turismo e con quello che si è fatto negli ultimi anni. Il patrimonio culturale ha ancora potenzialità e penso a progetti che leghino ad esempio la realtà del Museo a diverse forme di produzione culturale, compresa la gastronomia, gli itinerari, il turismo».

Gastronomia e Museo Archeologico? «In Francia si lavora molto in questo senso e credo che si possano creare iniziative raffinate e di alto valore culturale legando un museo al suo territorio. Il mio profilo è di ricercatrice e sono fiduciosa nelle cose che si possono creare, anche in sinergia».

A commentare le nomine e a intervenire come voce pugliese nel caso delle nomine dei nuovi venti direttori italiani e stranieri, è il prof. Giuliano Volpe, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, da noi interpellato al telefono ieri mentre rientrava a Foggia da Roma.
Professor Volpe, nuovi nomi, nuove polemiche? «Se avessimo lasciato i funzionari precedenti dopo un concorso internazionale, si sarebbe protestato per questo. Siamo invece di fronte ad un cambiamento: una procedura internazionale, trasparente, una scelta coraggiosa che permette per la prima volta una scelta in base ai curriculum e alle valutazioni. Non si vuole penalizzare nessuno ma solo portare una ventata nuova di energie e idee positive. In Puglia, con la designazione di Eva Degli Innocenti avremo una personalità di indubbia qualità, anche se molto giovane. Noi dobbiamo essere riconoscenti a chi finora si è occupato del Museo di Taranto, per una vita con competenza e professionalità, come Antonietta Dell’Aglio e mi auguro che questa non sia vista come una forma di penalizzazione perché non lo è affatto».

Ma tra competenze da dividere fra Polo Museale, Soprintendenze, Musei, non si esautorano alcuni? «Se lo leggiamo come depauperamento è una sconfitta per tutti. C’è un carico di lavoro enorme e questo è il modo per promuovere e alleggerire. C’è il Museo e il suo direttore; c’è il Polo Museale che cercherà di legare non solo i musei statali ma anche quelli civici e diocesani. Al Museo di Taranto ci saranno un consiglio di amministrazione e un comitato scientifico con persone nominate da Ministero, Regione e Comune di Taranto. Il nuovo direttore non sarà un uomo solo al comando... anzi, una donna sola. Mi auguro collaborazione con Soprintendenze e Polo, bisogna guardare oltre i recinti e lavorare tutti insieme. Taranto ha bisogno di cultura come il pane, spero che il nuovo direttore possa guardare con occhio esterno e portare novità».

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