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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Poste, aumenta il costo dei bollettini Arriva la barda larga

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BARI - Poste Italiane aumenta i costi dei bollettini postali dalla metà di agosto: non più 1,30 bensì 1,50 euro. L’aumento riguarda i bollettini di conto corrente postale allo sportello (+0,20 centesimi di euro), quelli contrassegnati dalla sigla RAV o dal codice F35 a sportello (+0,20 centesimi di euro) e quelli pagati allo sportello attraverso il servizio multe online (+0,20 centesimi di euro). Invariata la tariffa dedicata alle fasce più deboli della popolazione e quella per i pagamenti tramite i canali telematici. Il pagamento dei bollettini allo sportello per i titolari social card è rimasto invariato a 0,70 centesimi di euro.

Nonostante tale aumento, Poste Italiane continua ad essere la “via” più economica per pagare i bollettini. Negli istituti di credito infatti, si va da 1,55 euro per i clienti del Monte dei Paschi di Siena, ai 2,50 euro di una filiale dell’UniCredit, fino ad un massimo di 5 euro presso gli sportelli della BNL. L’alternativa è pagare i bollettini per via telematica. Ipotizzando un bilancio, se ogni famiglia paga ogni anno 24 utenze,il costo in bollettini postali sarà di 36 euro. Se si reca in banca, invece, potrebbe pagare, per lo stesso servizio, fino a 120 euro.

Devi sapere - In un bar, quando arriva il caffè, di fronte alle bustine dello zucchero in bella vista cosa scegliere? Zucchero bianco, di canna (grezzo o integrale), fruttosio o dolcificante come saccarina o aspartame? In cosa differiscono questi prodotti per esempio in fatto di calorie? Lo zucchero bianco è leggermente più calorico, che lo zucchero di canna grezzo. L’indice glicemico dei due tipi di zucchero è sostanzialmente identico. Questo significa che a parità di zuccheri ingeriti la quantità di glucosio che entra in circolo nel sangue è la medesima, così come analoga è la risposta insulinica.

Va anche detto che un paio di cucchiaini al giorno di qualsiasi tipo di zucchero, utilizzati per dolcificare il caffè o altre bevande, sono assolutamente ininfluenti sia dal punto di vista del bilancio calorico giornaliero che del nostro generale stato di salute. I potenziali danni sono dovuti a tutti quegli zuccheri semplici che assumiamo quotidianamente senza accorgercene, come dolci e dolciumi, gelati, snacks, caramelle, merendine, bibite gassate, succhi di frutta e così via. Alternativo allo zucchero per tanti di noi è il fruttosio perché consente di tenere sotto controllo le calorie. E indicato per i diabetici in quanto viene metabolizzato senza insulina e non contribuisce al picco glicemico.

Molte persone, che pur sono attente alla loro salute, non sanno però che un alto consumo di fruttosio può causare disturbi al metabolismo dei grassi, resistenze all'insulina e favorire l'obesità. I dolcificanti invece se si assumono in quantità eccessive possono comportare un aumento di insulina, seguito da un calo di zuccheri e quindi anche da un maggior appetito. Non solo; tra gli effetti collaterali e controindicazioni dei dolcificanti c’è anche quello leggermente lassativo.

Dal Mondo delle associazioni - La banda ultralarga sta per arrivare in Italia. Costerà ben 12 miliardi di euro che sono così suddivisi: 5 privati e 7 pubblici. Interessati sono Tim e Enel che secondo l’Associazione dei Consumatori Codici non ci rimetteranno di tasca propria: i 12 miliardi arriveranno direttamente dai consumatori. Soldi, quelli della banda larga che si sommano, secondo Codici ,a quelli che i consumatori dovrebbero tirar fuori per i contatori elettrici di seconda generazione. infatti, secondo un’indagine dell’Autorità per l’energia , il gas e il sistema idrico, non ancora pubblico, i contatori elettrici sono stati una truffa per gli utenti. Non solo dispendiosi, sono infatti costati circa 8 miliardi di euro, ma non risulterebbero a norma. CODICI si appellerà alla Commissione Europea per chiedere trasparenza sul piano economico da 12 miliardi di euro della banda larga e chiederà all’Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico di pubblicare i risultati dell’indagine.

La punizione dei furbetti - Comprare un’auto usata qualche volta può nascondere una fregatura. A determinare il prezzo è il chilometraggio. Ci fidiamo ed acquistiamo non sapendo che i chilometri sono stati alleggeriti. L’Antitrust ha multato Eurorevisioni Sas di 60mila euro al termine di un’indagine riguardante la commercializzazione di un alto numero di autovetture usate “ringiovanite” - mediante l’abbattimento dei chilometri percorsi e l’alterazione dei contachilometri e delle relative centraline - con riduzione fino a 90.000-100.000 chilometri rispetto a quelli reali e conseguente aumento del loro valore commerciale. Nel corso di tali attività sono state accertate almeno cinquantasei compravendite nelle quali il cliente finale ha ottenuto un bene che per qualità non era conforme a quello apparente. I clienti hanno poi riferito alla Polizia Giudiziaria che se avessero conosciuto la reale percorrenza chilometrica dei veicoli da loro acquistati certamente non li avrebbero trattati o sarebbero stati disposti a spendere una cifra molto inferiore a quella effettivamente corrisposta.

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