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A Cisternino l'albero sopravvissuto all'atomica

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di MILENA FUMAROLA

CISTERNINO - E’ stata una commemorazione molto toccante quella avvenuta sabato nel tardo pomeriggio davanti all’albero più forte dell’atomica, il kaki di Nagasaky, per ricordare la tragedia avvenuta settanta anni fa. Il prezioso albero è a Cisternino da più di tre anni presso il Giardino di Pomona.
“Abbiamo celebrato la pace ritrovata a modo nostro: intorno al kaki di Nagasaki, il magnifico albero fratello di un germoglio miracolosamente sopravvissuto all’esplosione”. Così il professor Paolo Belloni, ideatore e custode dell’importante conservatorio botanico, ha presentato l’iniziativa. Al prezioso albero si arriva dopo avere percorso un labirinto di lavande che circonda il kaki.

“E’ un percorso da attraversare con cura ed attenzione, a significare la complicata strada che porta alla pace”. labirinto di lavanda a Cisternino
Il 9 agosto del 1945 Nagasaki venne colpita da un ordigno atomico. Sembrava che qualsiasi creatura vivente fosse morta ma sotto le macerie erano sopravvissuti alcuni alberi e tra questi un albero di kaki. L’albero si era molto indebolito, ma è ritornato in buona salute dopo essere stato curato da un medico di alberi del posto, il botanico Masayuki Ebinuma che prelevò alcuni semi e, nel 1994, riuscì a far nascere nuove piante di cachi della seconda generazione. Iniziò ad affidarle ai bambini che visitavano il museo del bombardamento atomico, chiedendo loro di farle crescere perché diventassero simboli di pace.

Nell’agosto 1995 per ricordare l’insensato orrore delle guerre nacque il progetto che cerca genitori adottivi a cui affidare le pianticelle. Questo progetto si è sviluppato in tutto il mondo, iniziando da Nagasaki e proseguendo sino a scuole di varie località giapponesi, per giungere infine ad altri punti della Terra spargendo in tutto il mondo i semi del cachi superstite attraverso la collaborazione di molte persone.

Nell’aprile del 2012 il botanico Paolo Belloni ha accolto la pianta e, nella giornata della piantumazione, intervennero i bambini ed i ragazzi delle scuole del territorio ed anche alcuni rappresentanti del comitato mondiale “Kaki Tree Project –La rinascita del tempo”. Un pezzo di storia arrivato nella Valle d’Itria, un dono inestimabile per la comunità e per quanti vogliano ammirare questa pianta custodita dal professor Belloni che ha mostrato d’essere più forte della bomba atomica.

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