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Lumache e stelle a Cannole la «Municeddha» regina del Salento

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di GIUSEPPE ALBAHARI

CANNOLE (LECCE) - San Lorenzo: stelle cadenti e... «Festa della municeddha». Da oggi a giovedì 13 agosto la comunità di Cannole punta i riflettori su questa specialità gastronomica apprezzata dai buongustai. Chiamarla «sagra» infatti sarebbe troppo riduttivo, in presenza di un inscindibile portato di storia, cultura, tradizione, gastronomia, musica e folklore. C’è tutto questo nell’intuizione che ebbe la Pro loco nel 1985 (la Festa è alla 31ma edizione) valorizzando un antico appellativo dei cannolesi: cuzzari, alias raccoglitori di «cozze», così sono chiamate le lumache in molti centri salentini, magari distinte in piccinne, piccole, che sono quelle «selvatiche», e municeddhe che sono protette dalla «panna», alla quale devono il nome «conventuale». Si tratta del muco calcareo che chiude l’ingresso della conchiglietta quando il mollusco va in letargo sottoterra; solidificandosi, la secrezione assume una forma rigonfia e arrotondata che la fantasia di antichi contadini ha trovato simile alle cuffie inamidate delle coeve monache, alias monachelle.

Ma non è tempo di divagazioni zoologiche, è tempo di festa che, sì, vive della gustosa e delicata carne dei molluschi preparata in cento modi, ma non solo. Fra gli stand allestiti dai circa 200 volontari l’elenco delle specialità gastronomiche da gustare è lungo e ben assortito: «pezzetti» di carne di cavallo, fettine di carne alla brace, salsiccia, polpettine, peperonata, pizza rustica, melanzane con aglio, menta e peperoncino, pittule, patatine e tant’altro. Il pane di grano cotto al forno a legna, per esempio: può ben accompagnare le pietanze, ma anche diventare esso stesso una prelibatezza (spalmato di ricotta forte e alicià non si può raccontare). E poi, vino e birra, pasticciotti e spumoni e così via discorrendo: per tutti i gusti, per tutte le fasce d’età.

Da segnalare anche il corner dell’amaro siciliano Averna con la sua tappa del «Gustopieno tour», con divertenti giochi di abilità. E siccome la gastronomia «tira» sempre molto tra persone - salentini o ospiti che siano - alla ricerca dei sapori che solo ingredienti sani e saperi antichi possono amalgamare, il tranquillo borgo contadino ad un passo da Otranto e Maglie e a due passi da Lecce diventa «il» luogo della festa e ci sono tutte le premesse per battere il record delle 70mila persone dello scorso anno. Non manca la musica, a cominciare dalle note del concerto bandistico - Stella Band Serenade - che porta l’allegria in giro per vie, piazze, stand ed ospiti.
E poi due palchi: su uno oggi si esibiscono i Rewind, domani Alla Bua, poi Nessuna Pretesa, giovedì, Scianari e Anima popolare; sull’altro, oggi Ariacorte, poi Scazzicapieti, Fabbrica Folk e Aria Antica. Comune denominatore, suoni e allergia, sia che riporti a vecchie atmosfere dance sia che «scazzichi » con i ritmi vibranti della musica popolare salentina.

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