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Giannini al Marta di Taranto «Il mio Ulisse, eroe tormentato e attuale»

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di OSVALDO SCORRANO

Un’altra prestigiosa presenza dopo Isabella Ferrari e Michele Placido va a infoltire questa sera alle 21 a Taranto «I Miti al MARTA»: è l’attore Giancarlo Giannini, che dopo un esordio teatrale a 18 anni ha legato il suo nome a indimenticabili film diretti da Lina Wertmüller, da Luchino Visconti, Monicelli, Risi, Loy, Scola, Avati, interpretando di volta in volta personaggi diversi: dall’operaio proletario al boss mafioso, compresi i divertenti personaggi della commedia all’italiana. «Ma il teatro m’è rimasto nel cuore», confida apertamente, tant’è che ha legato una delle sue più importanti esperienze alla commedia shakespeariana Romeo e Giulietta diretto da Zeffirelli. E non vanno neanche dimenticati i suoi lavori di doppiaggio, dando la voce «italiana» a star internazionali del calibro di Al Pacino, Jack Nicholson, Michael Douglas, Dustin Hoffman. Insomma un attore di rango che assolutamente non poteva mancare tra quella rosa di artisti che impreziosiscono la rassegna che il Teatro Pubblico Pugliese ha impaginato per Museo Archeologico di Taranto, accostando la letteratura greca all’archeologia, secondo un binomio avvincente e vincente, visti i risultati e l’interesse finora raggiunti.
Istrionico, vivace, uno sguardo penetrante, una voce magnifica temprata dall’esperienza e «dalle sigarette», stasera Giannini sarà protagonista di una performance che di sicuro incanterà il pubblico annunciandosi sin da ora memorabile. Ad accompagnarlo l’arpa di Roberta Procaccini.

Giannini, quali versi della letteratura greca reciterà in questo recital davvero singolare, tra schegge d’archeologia e ori preziosi? «Darò vita a un Ulisse tormentato e contemporaneo, a un eroe dei nostri giorni declamando alcuni versi dell’Odissea di Omero. Comincerò con “Narrami, o musa, dell’eroe multiforme che tanto vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia”, versi immortali del più classico dei classici dei poemi greci, l’Odissea. E guiderò il pubblico in un viaggio affascinante ed esaltante sulla spiaggia di Nausicaa, nell’antro del Ciclope Polifemo, nella casa di Circe e poi giù nell’Ade fino alla meta, Itaca, e naturalmente interpreterò “Il mio nome è Nessuno”, uno dei brani più noti della letteratura universale».

Che effetto le fa leggere l’«Odissea» nell’antica Taras, uno dei centri più importanti della Magna Grecia in tutta l’Italia? «Per me sarà un’emozione indescrivibile, al pensiero che la città ionica avrebbe dato, secondo alcuni fonti, i natali a a Livio Andronico, chiamato a tradurre l’Odissea per far conoscere ai romani l’epica greca. A questa emozione storica va aggiunta quella legata alla bellezza di potermi esibire in un posto così nobile».

Su quali temi legati all’«Odissea» lei si soffermerà maggiormente? «Leggerò quei brani che contengono soprattutto i temi del ritorno, della patria, della nostalgia, tutti quei temi legati all’uomo e che hanno fatto dell’Odissea il poema epico per eccellenza».

Come è giunto a realizzare quest’esperienza? «M’hanno convinto Michele Placido, di cui sono un grande amico, e con lui il mio il mio produttore Angelo Tumminelli, prospettandomi un’avventura singolare, fuori dal comune. E vedendo gli artisti che vi prendono parte posso dire di stare in buona compagnia».

Per lei, per dirla con Pirandello, chi è veramente Ulisse: uno, nessuno o centomila? «È l’uomo, in tutte le sue sfaccettature. L’uomo di ieri, ma incredibilmente nostro contemporaneo».

Prossimi impegni? «Sto ultimando delle incisioni discografiche, in cui alcuni versi poetici si avvarranno delle musiche di Beethoven, Mozart, Liszt. Quando posso mi accompagno sempre alla musica: è la mia compagna preferita. E poi per la prossima stagione teatrale sto preparando uno spettacolo dedicato alla memoria di Massimo Troisi».

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