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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il pesce sale in cattedra ai «Laboratori del gusto»

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di LUCREZIA D’AMBROSIO

MOLFETTA - Faranno tappa a Molfetta, il 18 luglio, in zona porto, i «Laboratori del gusto 2015», iniziativa che rientra nel Progetto di cooperazione «Mediterranean fishery heritage, coastal cultures and traditions». Nel corso dei laboratori verranno preparati piatti a base di pesce con ricette della tradizione marinara in grado di esaltarne il sapore. Il progetto è attuato da tutti i Gruppi di azione costiera della Regione in collaborazione con altri Gac europei del Mediterraneo al fine di valorizzare i prodotti della pesca e i processi produttivi ad essi legati. I promotori del Gac Terre di Mare, sono Molfetta (capofila), Giovinazzo e Bisceglie. Iniziative analoghe saranno realizzate domani, 11 luglio, a Bisceglie e il primo agosto a Giovinazzo.

I laboratori sono stati presentati nei giorni scorsi a Bisceglie, presenti gli esponenti di tutte le città coinvolte. L’iniziativa valorizza il pescato locale e la tradizione culinaria delle tre città costiere coinvolte grazie alla collaborazione delle famiglie dei pescatori, dell’Istituto professionale di Stato per i servizi di enogastronomia e ospitalità alberghiera di Molfetta e dall’Associazione cuochi baresi.
Il 24 giugno scorso, infatti, le mogli di alcuni pescatori delle tre città succitate hanno trasferito agli allievi dell’Istituto alberghiero di Molfetta alcune ricette tipiche della nostra tradizione che sono state poi riviste dai loro docenti e che verranno preparate dai cuochi dell’Associazione durante i laboratori.

L’obiettivo ambizioso, lo ha sottolineato nel suo intervento Angelo Fariola, direttore dal Gac Terre di Mare, è quello di «rendere disponibili online, attraverso lo strumento del web gis, i dati sui principali attrattori turistici, ambientali, culturali nonché le diverse attività dei pescatori presenti nei territori dei Gac pugliesi, la realizzazione di un atlante dei prodotti ittici, contente specie, ricette, informazioni utili al consumatore e agli operatori del settore, e infine - afferma - promuovere l’eredità storica del mondo della pesca». Di qui l’idea di realizzare il marchio «Rete Blu».

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