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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Mola, conto alla rovescia per il Palio dei Capatosta

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di ANTONIO GALIZIA

Mancano cinque giorni a Mola di Bari al «Palio dei Capatosta», uno dei più originali, elettrizzanti e attesi eventi rievocativi del Barese. Dal 12 luglio tornerà in scena per il quinto anno la competizione tra contrade, l’inimitabile mix di storia, passione, incontri tra personaggi leggendari che per due settimane coinvolgerà centinaia di cittadini. L’obiettivo è conquistare il «Palione» dedicato quest’anno al tema liturgico della «Carità». Sono sei (Drago, Fuoco, Giglio, Noria, Stella, Terra) le contrade pronte a darsi battaglia per far proprio il titolo di Campione d’Oro. Si comincia domenica 12 luglio alle 20 col Corteo storico di Isabella di Capua, in onore della nobildonna accolta dalla città in festa nel luglio del 1549, e la presentazione del Palione, la tela che verrà assegnata alla contrada vincitrice. Il 16 la cerimonia della benedizione degli atleti in ogni chiesa di contrada e la cena di buon auspicio.

Il 17 la cerimonia d’inaugurazione, con l’arrivo dei cortei di contrada in piazza XX Settembre, il trasferimento del Palione dal Castello alla chiesa Maddalena, la benedizione a cura dell’arciprete don Mimì Moro, la restituzione della bandiera alla Contrada Campione d’O ro uscente, la lettura del Bando di sfida, il saluto delle autorità e il sorteggio delle competizioni.

Il 18 luglio, alle 19, le sfide a terra: corsa nei sacchi, gara della torre, staffetta mista 4x400m, tiro alla fune femminile.

Il 19 le gare in mare: staffetta mista 4x100m, palo della cuccagna, regata dei gozzi (tradizionali barche a remi). Seguiranno: l’innalzamento della bandiera di Contrada sul Castello, la premiazione della Contrada campione d’Oro di Mola in piazza XX Settembre. Tra le attività collaterali: visite guidate e animate, concerti musicali, mostre.

«Il Palio è giunto alla quinta edizione – spiega l’ideatore Nico Colella - con piccoli elementi di novità. Nel Corteo storico c’è l’aggiunta dei frati francescani già presenti a Mola dal 1503 nel convento attiguo a Santa Maria del Passo. È uno spaccato del clero molese che doveva assolutamente trovare espressione e collocazione nella nostra living history. Stiamo provvedendo ad ampliare la difesa della Famiglia Toraldo, feudataria di Mola, oltre alla cura dei particolari dell’esercito della Principessa Isabella di Capua di passaggio dalla nostra città il 14 luglio 1549. Tra i progetti l’idea di storicizzare maggiormente la presenza delle Contrade con uno sguardo verso la cultura, la storia del territorio, gli usi e i costumi dell’epoca in modo da avvicinare più persone possibili ad un ambito ricco di suggestione. Pensiamo di dare spazio alle virtù legate alle Contrade stesse, così come ai mazzieri, simbolo del potere e dell’autorità contradaiola. Aumentano intanto i gonfaloni nel nostro paese, aumenta la voglia di addobbare, di dare spazio alla creatività e di coinvolgere i propri vicini di casa. E cresce la partecipazione degli atleti delle Contrade».

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