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Il rap Topofante conquista l’Olanda da cuoco a hip hop

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di NICOLA MORISCO

BARI - Tra rap in dialetto e cucina pugliese, il 39enne mc e dj barese Topofante (conosciuto anche con il nome di T.O.P., Tongue of Pooglia), ha conquistato Amsterdam e l’Olanda. «Non pensavo che gli olandesi fossero così sensibili e curiosi alla musica – commenta Topofante -, soprattutto quando i testi sono cantati in una lingua poco comprensibile come il dialetto barese. Ma è anche vero che il dialetto non è un limite, anzi è molto più vicino a quello che per me è il concetto di hip hop: il flow è la prima cosa che uno recepisce da un brano hip hop, poi scatta la fase di comprendere cosa dice il testo». Il suo video Soffritto D’aliish, infatti, è uno dei più cliccati e visti nel paese dei tulipani, e siamo solo all’inizio.

«È nato per caso – prosegue Topofante -, un giorno DjMet, anche lui cuoco a Berlino, mi ha inviato la base del brano e, il giorno dopo, avevo già realizzato la struttura di un brano rap. È nato così il soffritto giusto. Il video, comunque, è stato realizzato da Giuseppe Pistritto ed è stato girato nel laboratorio dell’azienda Euro Puglia del padre di DjMet a Canosa. Nel testo parlo di taralli, di mangiare e di soffritto, in questo siamo maestri».

Carlo Montrone, questo il suo vero nome, è nato a Bari 39 anni fa (quartiere Murat-Libertà), dove ha frequentato il Liceo artistico De Nittis e ha iniziato ad ascoltare i primi dischi hip hop. «Rimasi folgorato da quella musica – ricorda Topofante -, nel ‘94 formai la prima crew ZooSmoka, con Jeco e Pj, e conobbi la scena hip –hop barese con in testa Zona 45. Dopo tante attività in locali baresi e performance live, con Egidio Rondinone (L’egitte), batterista dei Paolo Achenza trio e Zona 45, misi le basi al secondo progetto L’amiish D’abbash, con il quale partecipiamo al progetto Pooglia Tribe».

Dopo altre esperienze lavorative, Topofante decide di cambiare vita e, con la sua compagna Angela, emigra ad Amsterdam, in Olanda. Qui l’artista barese inizia una nuova sfida ed entra nel mondo della cucina: prima come lavapiatti, poi come aiutante cuoco e infine cuoco affermato con piatti tipici pugliesi. «Come per l’hip hop – prosegue Topofante -, anche per la cucina è scattata la molla e così mi sono impegnato nel nuovo lavoro decisamente creativo, fino a ricoprire il ruolo di chef in un piccolo ristorante, dove preparo piatti pugliesi a ritmo di hip-hop». Ma il tarlo della musica era sempre presente in Topofante. Un giorno, infatti, approda in un locale in pieno centro ad Amsterdam dov’era in corso una jam session aperta ai microfoni. «Erano due anni che non facevo freestyle in dialetto barese davanti al pubblico - commenta Topofante -, per giunta in un contesto europeo. Dopo essermi esibito, un ragazzo si avvicina dicendomi in inglese “ma tu rappi in dialetto barese”. Gli chiedo come avesse fatto a capire, lui mi dice “mio padre è di Bari”. Il ragazzo in questione si chiama CastoMan, è un noto rapper della scena underground olandese».

Per il cuoco barese, quindi, inizia una «nuova carriera» e realizza due mixtape e una serata dedicata all’hip hop italiano, oltre al video Soffritto D’aliish. «Ho già un altro brano in uscita – conclude Topofante -, il cui video sarà girato ad Amsterdam. Al mio fianco CastoMan e il bitontino DjXl, due amici con i quali sto condividendo molto hip hop qui in Amsterdam».

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