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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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«Io e Varichina vicini di casa»

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La docufiction Varichina - La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis, sul famoso gay barese, girato a Bari dai registi Mariangela Barbanente e Antonio Palumbo, è in fase di montaggio a Roma. E oggi sarà tema di un servizio speciale nel Tg Prima di Daniela Mazzacane su Telenorba, ore 9.30-13, 15-17.25, 20.10-22 sul canale 180 del digitale terrestre, e sul canale 510 di Sky. A seguire su Youtube.

Secondo voci l’effetto ottenuto dal direttore della fotografia, Luca La Vopa, sarebbe straordinario. Altra novità: l’autore delle musiche è Marco Cappelli, compositore napoletano residente a New York, già autore della colonna sonora del film L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo (69a Mostra del Cinema di Venezia, premiato con un David di Donatello).

La docufiction è tratta dall’unica inchiesta sulla vita di Lorenzo «Varichina», pubblicata sulla «Gazzetta» dal giornalista Alberto Selvaggi, che nella pellicola compare nei suoi panni. Protagonista è l’attore Totò Onnis, che interpreta Varichina. Coprotagonista è l’attrice barese Ketty Volpe, che dopo studi con Dario Fo e Franca Rame ha recitato per Costa, Prayer, Manfrè; al cinema in È stato il figlio di Ciprì e Nomi e cognomi di Rizzo. Ma questa esperienza in Varichina la ha «davvero coinvolta», racconta.

Ci racconta il suo personaggio?

«Sono Rosaria, vicina di casa e confidente di Varichina, nei suoi drammi, amori, episodi giocosi».

Lo ha conosciuto?

«Sì, perché da ragazza vivevo in piazza Aldo Moro, lui frequentava la stazione, o passava verso piazza Umberto con la sua camminata altezzosa e fiera di sfida. Un omone con la panciona stretta in camicie hawaiane. Un provocatore che la gente temeva proprio per la foga popolana rivoluzionaria, sboccata, o richiamava per scambi di sfottò estremi. Così col tempo ho capito che questa persona, per quanto ilare fosse, poteva intimorire. Minando la nostra immagine».

Nel film recita in dialetto?

«Sì. E questa è stata un’altra sfida per me che amo il vernacolo ma non lo pratico per tradizione. Ho trovato fantastico recitare con un attore straordinario come Totò Onnis. E scoprire dall’inchiesta di Selvaggi, e quindi dalla intrigante sceneggiatura di Palumbo e Barbanente, che in realtà non sapevo nulla, neanche il cognome De Santis di uno dei personaggi più famosi di Bari. Del mio, per così dire, vicino di casa». [r. spet.]

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