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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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World Press Photo  a Bari il mondo racchiuso in in clic

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di LEONARDO PETROCELLI

Con circa 32mila visitatori accorsi nell’arco di tre settimane, la mostra internazionale di fotogiornalismo «World Press Photo» si rivelò, lo scorso ottobre, uno degli eventi culturali più seguiti della stagione invernale. E dunque è nel segno della continuità che approda ancora una volta a Bari, e in esclusiva per il Sud Italia, l’edizione 2015 con 150 scatti in esposizione al Teatro Margherita da mercoledì 10 sera, giorno dell’inaugurazione, fino a domenica 5 luglio.
L’iniziativa - curata dall’associazione Cime (Culture e identità mediterranee) di Vito Cramarossa e Francesco Muciaccia in collaborazione con la fondazione olandese «Word Press Photo» – è stata illustrata ieri mattina in conferenza stampa, alla presenza dell’assessore comunale alle Culture Silvio Maselli, del direttore creativo dell’esposizione Vittorio Palumbo, del fotoreporter iraniano Manoocher Deghati (già vincitore del concorso e membro della giuria di WPP) e di Vito Palumbo e Luigi Montemurro, intervenuti rispettivamente in rappresentanza dei partners Acquedotto Pugliese e Banca Carime.

Per chi fosse a digiuno di nozioni, WPP, concorso in auge fin dal 1955, struttura regolarmente una esposizione delle foto vincitrici, destinate a viaggiare attraverso 45 paesi e a ricevere gli applausi di oltre due milioni di visitatori nel mondo. Tante le categorie selezionate - sport, vita quotidiana, natura, questioni contemporanee, general news – non aliene però da un filo conduttore comune. «Queste foto – chiarisce Maselli – non possiedono semplicemente una valenza estetica, ma incarnano racconti profondissimi e incisivi. Dietro i quali si muove una vera e propria ideologia, quella della condivisione e del cercarsi sempre, esternata attraverso messaggi forti».

Una esposizione non «laica», quindi, ma orientata e impegnata, epperò non priva, ci sia permesso evidenziarlo, di una spolverata di malcelata propaganda occidentalista. Molto significativamente, infatti, la foto vincitrice del danese Mads Nissen ritrae, con ambizioni iconiche, una coppia di omosessuali di nazionalità russa, terra del governo «sgradito» di Putin, nonostante la questione dei diritti civili si ponga in modo ben più pressante in altre zone del pianeta, regolarmente dimenticate dall’offensiva giornalistica. Comunque la si pensi, sarà però proprio la foto di Nissen ad ispirare l’allestimento dell’esposizione barese, insieme ad un altro scatto, quello dell’italiano Massimo Sestini, che inquadra dall’alto un barcone di migranti sulla costa libica.

«Abbiamo rifiutato l’idea – spiega Vittorio Palumbo – di una semplice mostra, con i pannelli e null'altro. Giocheremo invece, in ogni senso, sul concetto di “altra sponda”. Un gruppo di migranti realizzerà una “barca di Babele” in cartone di circa otto metri». L’evento, infatti, coinvolgerà artisti internazionali e maestranze locali nella edificazione dell’ambiance della mostra, arricchita anche da un doppio evento: il workshop tecnico di Deghati, fissato al Margherita il 22 giugno, e le successive «Letture Portfolio» previste per il 23 e 24. Infine, Sestini sarà a Bari il 29 giugno per un seminario, ancora in via di strutturazione, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Puglia.

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