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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Dalle bici in bambù all'integrazione sociale Il riuso diventa recupero

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BARI – Una ciclofficina per coniugare rispetto per l’ambiente e inclusione sociale. È l'idea innovativa dei ragazzi di "Passi da Ciclope", tre molfettesi che hanno scelto di dar vita al loro percorso creativo in un locale nel cuore del quartiere San Paolo di Bari. Sono Michele Giovinazzo, Melita Messina e Corrado Rosato. Hanno vinto nel dicembre 2013 il bando regionale Principi Attivi con un progetto sull'integrazione di soggetti a rischio marginalità sociale, attraverso laboratori e corsi di formazione su costruzione e assemblaggio di bici con materiali di recupero.

La loro officina è ormai un punto di riferimento nel quartiere e un luogo di incontro fra questo e il centro della città, promuovendo messaggi di mobilità sostenibile e solidarietà sociale. La bici, quindi, non è solo vista come mezzo di spostamento e di fuoriuscita dall’isolamento periferico, ma anche come strumento di socialità, d’integrazione e di stimolo. "Passi da Ciclope", dunque, è ecologicamente e socialmente sostenibile al cento per cento.

Nella ciclofficina l’associazione mette a disposizione attrezzi, tempo e conoscenze in un laboratorio continuo aperto tre giorni a settimana (lunedì, martedì e mercoledì) dalle 17 alle 21. "Passi da Ciclope" organizza anche corsi di ciclomeccanica in cui, dalla foratura al cambio, dai freni al movimento centrale, si sezionano chirurgicamente le bici per carpirne tutti i segreti.

Punto di forza della loro attività è il riuso di bici usate. Tante giacciono abbandonate sui balconi, nei garage e negli scantinati; troppe vengono messe da parte per far spazio a quelle nuove, tutte prima o poi vengono buttate. Nella ciclofficina possono diventare qualcosa di buono, recuperandone parti riutilizzabili e trasformandole in veicoli a pedali di  ogni genere.

Michele, Melita e Corrado partecipano anche a numerosi progetti nelle scuole e con i migranti del Cara sui temi della mobilità sostenibile, del riciclo e del riuso di materiali e spazi e della cittadinanza attiva. Per il Carnevale 2015, per esempio, hanno realizzato un carro allegorico in cartapesta dipinto a mano e montato su una bici da carico. E ancora con il progetto "Differenziamoci" hanno tenuto laboratori per la creazione di braccialetti con copertoni di bici usati e di librerie di classe con vecchie cassettine della frutta. La loro ultima sfida è la realizzazione di bici in bambù. Il progetto è partito nel novembre 2014 con la partecipazione ad un "Laboratorio dal basso" della Regione Puglia. Lo hanno chiamato "Rivoluzioni controvento", concepito come "ricerca sperimentale sul campo, – spiegano – che coniugasse la passione per il lavoro artigiano all’utilizzo di materiali innovativi ed ecosostenibili, pensando alla bicicletta, non solo come semplice mezzo di trasporto, ma come forza motrice di cambiamento sociale e culturale".

E hanno così creato i primi due prototipi di bici in bambù, che partiranno alla volta di Venezia il prossimo 16 maggio. Gli acquirenti, Alberto Cresti e Luigi Vianelli, verranno a Bari il giorno prima e faranno un giro per la città in bicicletta. Alle 9 del 16, partendo dalla sede di "Passi da Ciclope" ripercorreranno lo stivale lungo la Ciclovia Adriatica pedalando insieme con i ragazzi dell’associazione e con quanti vorranno unirsi al viaggio, organizzato da FIAB e Banca Etica e diviso in 11 tappe fino al 23 maggio.

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