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Uno scoiattolo volante a Molfetta

Uno scoiattolo volante a Molfetta

Uno scoiattolo volante a Molfetta

 
Matteo Diamante

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Matteo Diamante

Uno scoiattolo volante a Molfetta

Singolare ritrovamento: gli operai della Multiservizi salvano la specie esotica nei pressi di lama Martina

Martedì 18 Maggio 2021, 11:34

A Molfetta ritrovata una specie di Petauro dello zucchero. Un episodio destinato a riaprire la polemica sull’importazione di specie esotiche.
Una scoperta insolita quella fatta ieri mattina da alcuni operai della Multiservizi. Nei pressi dei quartieri di nuova espansione, dunque a qualche centinaio di metri dal parco naturale di lama Martina, è spuntata una specie animale completamente sconosciuta agli stessi operai. Per l’identificazione è stato immediatamente coinvolto il Wwf e in particolare il referente «storico» Pasquale Salvemini.

Il responso? È un «Petauro dello zucchero», ovvero una specie esotica tipica delle foreste di Nuova Guinea Occidentale (Indonesia), Nuova Guinea e Australia, che quindi non vive nei nostri habitat. Appartiene alla famiglia dei marsupiali.
Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più come animale domestico, sebbene allevarlo in casa non è così semplice per via delle sue caratteristiche fisiche.

È lungo fino a 30 centimetri, compresa la coda che può essere sviluppata quanto tutto il corpo. Quest’ultima è una delle principali caratteristiche del Petauro dello zucchero perchè rappresenta un ottimo strumento per raccogliere il cibo o reggersi sugli alberi.
Viene chiamato «scoiattolo volante» non a caso, in quanto vola a tutti gli effetti. Queste planate anche spettacolari sono dovute alla presenza di una membrana detta «patagio». Il suo volo è frutto di un calcolo matematico innato che tiene conto di tanti fattori per arrivare a destinazione.

Questi marsupiali riescono a saltare anche fino a 60-70 metri di altezza. Proprio le caratteristiche della specie fanno intuire che facilmente potrebbe essere sfuggito al controllo di qualcuno che con tutta probabilità lo aveva acquistato.
L’esemplare ritrovato dagli operai della Multiservizi nei pressi del quartiere Madonna della Rosa è in buone condizioni. È stato affidato al referente del Wwf, Salvemini, che se ne sta prendendo cura.
«Attualmente non preoccupano le condizioni del Petauro ritrovato - tranquillizza Salvemini - sebbene è emerso subito che l’animale non si alimentava da almeno due o tre giorni. È una specie che difficilmente pesa più di cento grammi. In base alle prime verifiche, sembra abbia perso peso. Comunque - aggiunge l’”amico degli animali” - siamo riusciti a intervenire in tempo così da ovviare al suo stato di disidratazione».
Il ritrovamento casuale dello scoiattolo volante riporta all’attenzione una questione su cui da anni ormai si dibatte e riguarda proprio l’importazione di specie esotiche, trasformate per l’occasione in domestiche.

Ne sono un esempio i rettili come i pitoni o le anaconde oppure i pappagalli parrocchetti, specie che soltanto apparentemente potrebbero sembrare autoctone. «L’abitudine di importare e di conseguenza acquistare specie di questo genere - osserva Pasquale Salvemini - è dannosa sia per l’animale, costretto ad adattarsi a un habitat completamente differente da quello naturale, che per l’habitat stesso che viene colonizzato da una fauna che in qualche modo gli è estranea. L’esempio più emblematico riguarda il parrocchetto monaco. È un volatile che si è adattato rapidamente negli anni al nostro ambiente. Purtroppo è completamente sfuggito al controllo dell’uomo e sovente crea problemi alle piantagioni. Tutto questo non va bene anche perché animali come il Petauro non sono facilmente controllabili. Si aggiunge il fatto - rimarca il referente del Wwf - che molti considerano gli animali come dei diversivi, ma una volta stanchi li abbandonano. È un’abitudine sempre più frequente e che andrebbe fermata».

Come accennato, il singolare ritrovamento è avvenuto in una zona non molto distante da lama Martina dove per l’esemplare esotico non sarebbe stato difficile sopravvivere. «Se attualmente lo stiamo alimentando con della frutta - spiega Salvemini - possiamo benissimo immaginare il suo adattamento all’interno del parco naturale, a pochi passi da dove è stato ritrovato. Un esempio di adattamento ma che va ugualmente evitato per il bene di tutti». Parallelamente, è bene specificare che l’acquisto di specie come il Petauro dello zucchero è assolutamente legale.

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