«Sirchia prese soldi su farmaci»
MILANO - Ha ripetuto di non essere al corrente della vicenda e di non aver «ricevuto alcuna comunicazione ufficiale» il ministro della salute Girolamo Sirchia, il cui nome è spuntato nell'inchiesta della Procura di Milano su presunte tangenti versate a medici da aziende interessate alle forniture ospedaliere. E per questo ha dato mandato all'avvocato Corso Bovio che «cercherà - ha detto il ministro - di capire come stanno le cose».
Nell'inchiesta condotta dai pm Maurizio Romanelli ed Eugenio Fusco, che lo scorso 29 settembre aveva portato agli arresti domiciliari il prof. Francesco Mercuriali, amico fraterno del ministro e morto suicida il 4 ottobre, il nome di Sirchia è comparso in seguito alla visita fatta ieri da Gdf e Polizia negli uffici dell' amministrazione del Policlinico di Milano.
Nell'ospedale milanese gli investigatori hanno acquisito contratti, corrispondenza, delibere, convenzioni e tutto quanto è necessario per far luce sui rapporti tra la struttura ospedaliera e l'Immunocor inc., multinazionale americana che produce apparecchiature mediche. «Una valanga di carte» hanno detto dall'ospedale, che vanno dal 1997 al 2000, periodo in cui il ministro era ancora primario del Centro trasfusionale e di immunoematologia. Una parte è stata addirittura recuperata nell'archivio storico della cittadella della sanità milanese. La Immunocor, collaborando con la Sec (l'organismo federale americano di controllo delle attività finanziarie), ha consegnato una serie di documenti, tra cui una lista di pagamenti a una novantina di medici italiani. Tra questi figurerebbe il nome del prof. Sirchia che risulterebbe come beneficiario 4 assegni versati tra il 1998-99 dalla divisione tedesca di Immunocor, per un totale di circa 70 milioni di lire, su un conto svizzero.
Sulla vicenda la Procura di Milano si è chiusa nel più stretto riserbo. E le voci che per tutto il giorno si sono rincorse nei corridoi del quarto piano del palazzo di giustizia su un'eventuale iscrizione del ministro nel registro degli indagati, seppur come atto formale, dovuto e a garanzia della persona finita sotto inchiesta, non hanno trovato alcuna conferma. Solo porte chiuse e «no comment».
E' trapelato solo che per adesso non è stato firmato alcun invito a comparire indirizzato Sirchia e che l'inchiesta è destinata ad allargarsi ad altri ospedali, ad altri appalti e ad altri medici. E in questa situazione l'unico a rompere la consegna del silenzio è stato il prof. Corso Bovio, l'avvocato a cui il ministro ha affidato il compito di «capire come stanno le cose».
«La procura sta indagando. Non mi risulta che il professor Sirchia sia formalmente indagato», ha detto il legale incaricato di seguire la questione relativa al suo coinvolgimento nell'inchiesta. sulla sanità a Milano. Corso Bovio questa mattina ha preso contatti con il pm Romanelli che lo ha assicurato che tutta la documentazione acquisita sarà esaminata con la massima ponderazione. Un incontro tra il legale e i magistrati è previsto per la prossima settimana: «In base a quello che avranno meditato - ha aggiunto Bovio - i pm mi diranno se è il caso che il ministro si presenti per chiarimenti o per dare indicazioni». Bovio ha aggiunto che il ministro è stato colto assolutamente di sorpresa dalle notizie lette stamani sui giornali.
Nell'ospedale milanese gli investigatori hanno acquisito contratti, corrispondenza, delibere, convenzioni e tutto quanto è necessario per far luce sui rapporti tra la struttura ospedaliera e l'Immunocor inc., multinazionale americana che produce apparecchiature mediche. «Una valanga di carte» hanno detto dall'ospedale, che vanno dal 1997 al 2000, periodo in cui il ministro era ancora primario del Centro trasfusionale e di immunoematologia. Una parte è stata addirittura recuperata nell'archivio storico della cittadella della sanità milanese. La Immunocor, collaborando con la Sec (l'organismo federale americano di controllo delle attività finanziarie), ha consegnato una serie di documenti, tra cui una lista di pagamenti a una novantina di medici italiani. Tra questi figurerebbe il nome del prof. Sirchia che risulterebbe come beneficiario 4 assegni versati tra il 1998-99 dalla divisione tedesca di Immunocor, per un totale di circa 70 milioni di lire, su un conto svizzero.
Sulla vicenda la Procura di Milano si è chiusa nel più stretto riserbo. E le voci che per tutto il giorno si sono rincorse nei corridoi del quarto piano del palazzo di giustizia su un'eventuale iscrizione del ministro nel registro degli indagati, seppur come atto formale, dovuto e a garanzia della persona finita sotto inchiesta, non hanno trovato alcuna conferma. Solo porte chiuse e «no comment».
E' trapelato solo che per adesso non è stato firmato alcun invito a comparire indirizzato Sirchia e che l'inchiesta è destinata ad allargarsi ad altri ospedali, ad altri appalti e ad altri medici. E in questa situazione l'unico a rompere la consegna del silenzio è stato il prof. Corso Bovio, l'avvocato a cui il ministro ha affidato il compito di «capire come stanno le cose».
«La procura sta indagando. Non mi risulta che il professor Sirchia sia formalmente indagato», ha detto il legale incaricato di seguire la questione relativa al suo coinvolgimento nell'inchiesta. sulla sanità a Milano. Corso Bovio questa mattina ha preso contatti con il pm Romanelli che lo ha assicurato che tutta la documentazione acquisita sarà esaminata con la massima ponderazione. Un incontro tra il legale e i magistrati è previsto per la prossima settimana: «In base a quello che avranno meditato - ha aggiunto Bovio - i pm mi diranno se è il caso che il ministro si presenti per chiarimenti o per dare indicazioni». Bovio ha aggiunto che il ministro è stato colto assolutamente di sorpresa dalle notizie lette stamani sui giornali.