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Najaf - Ultimatum agli sciiti: «arrendetevi subito»

Dopo che la delegazione di pace è ripartita senza riuscire ad incontrare il leader sciita, il ministro della difesa iracheno ha detto in modo ultimativo, che la milizia di Moqtada Sadr a Najaf deve arrendersi entro poche ore e consegnare le armi
NAJAF - Sembra precipitare oggi la situazione a Najaf (centro dell'Iraq), dove il ministro della difesa iracheno Hazem Shalan ha annunciato l'imminente «battaglia finale» da parte delle forze irachene contro l'esercito del Mehdi, la milizia del leader radicale sciita Moqtada Sadr asserragliato da settimane con migliaia di seguaci nella città santa.
Mentre sono in corso nuovi violenti scontri a Najaf tra seguaci di Sadr e militari americani, e dopo che la delegazione di pace giunta ieri da Baghdad è ripartita stamane senza riuscire ad incontrare il leader sciita, il ministro della difesa iracheno ha detto oggi in modo ultimativo, prima alla tv araba Al Arabiya, poi ai giornalisti a Najaf, che la milizia di Moqtada Sadr a Najaf deve arrendersi entro poche ore e consegnare le armi. «Vogliamo cacciarli da Najaf», ha aggiunto.
Ieri sera, anche il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld ha affermato che le forze irachene svolgeranno nella battaglia un ruolo fondamentale. «E' improbabile che siano le truppe Usa ad occupare i luoghi santi di Najaf - ha detto in una intervista televisiva - E' una cosa che non desideriamo fare. Ritengo che saranno piuttosto le forze irachene che dovranno assumersi questo compito, perchè si tratta di luoghi molto importanti dal punto di vista religioso».
In varie zone della città, soprattutto nella parte vecchia e attorno al mausoleo dell'imam Ali sono in corso da questa mattina violenti combattimenti. Il centro è circondato dai soldati e dai carri armati americani. Secondo fonti sul posto già si contano una trentina di vittime, tra morti e feriti.
Secondo fonti citate dalla tv satellitare qatariota al Jazira, gli scontri sono iniziati mentre la delegazione di pace dell'Assemblea nazionale, giunta ieri in elicottero da Baghdad, ripartiva verso la capitale. La delegazione di dignitari, formata da un sunnita e sette sciiti, tra cui due donne, ha tentato ieri di incontrare Moqtada Sadr, senza riuscirci. Oggi il leader sciita ha fatto sapere attraverso un suo portavoce che l'incontro non è stato possibile a causa dei continui bombardamenti «condotti dalle forze di occupazione guidate dagli Usa».
E mentre l'attenzione generale è concentrata su Najaf, in altre zone del Paese continuano gli attacchi della guerriglia. Un marine americano è stato ucciso ieri nella provincia di Al-Anbar, ad Ovest di Baghdad, mentre «mentre conduceva operazioni di sicurezza e stabilizzazione», hanno reso noto stamente fonti militari Usa.
Vicino a Kut, a Sud di Baghdad, cinque studenti iracheni sono rimasti uccisi e altri cinque feriti quando un convoglio militare americano è stato attaccato e i soldati hanno risposto al fuoco. Anche a Baghdad almeno due colpi di mortaio sono caduti in una quartiere non distante dalla cosiddetta zona verde dove è in corso la Conferenza nazionale, apparentemente senza fare vittime. Oggi, la Conferenza dovrebbe giungere all'elezione della futura Assemblea, una sorta di parlamento ad interim che svolgerà un ruolo di consulenza e controllo del governo Allawi fino alle elezioni generali in programma per il prossimo gennaio.

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