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Kenteris e Thanou si ritirano dalle Olimpiadi

I due sprinter greci dopo essersi presentati davanti alla commissione disciplinare del Cio hanno deciso di ritirarsi dal giochi. «Comunque tutto quello che è successo è colpa di dirigenti sportivi e di qualcun altro...».
La mattinata degli Azzurri
Ekaterini Thanou
ATENE - Fine della telenovela doping. Kenteris e la Thanou abbandonano i Giochi: si sono ritirati ufficialmente stamani consegnando nelle mani dei responsabili del Cio i loro accediti olimpici.
Coloro che dovevano portare la gloria alla Grecia, se ne vanno mestamente a casa, messi nell' angolo dalle pesanti accuse - non provate - di usare aiuti chimici per migliorare le loro prestazioni.
E' un avvenimento senza precedenti nella storia dei Giochi olimpici e rappresenta un segnale diretto e chiaro nella lotta al doping, anche se oggi il Cio non ha fatto molto: si è limitato a prender atto del ritiro dei due atleti greci, rinviando la pratica alla federazione internazionale di atletica la Iaf per «eventuali sanzioni».
'Non li abbiamo esclusi. Lo hanno fatto da soli. Hanno consegnato gli accrediti. Il risultato è che non parteciperanno ai giochi», ha spiegato il responsabile della Commissione disciplinare del Cio Francois Carrard, aggiungendo che, anche per questo, il Cio non ha indagato sull' incidente motociclistico, sul ricovero in ospedale e sulle condizioni fisiche dei due atleti greci.
Da un lato può apparire che il Cio non abbia voluto infierire quando ne aveva le possibilità. Ma è anche vero che i suoi poteri sono limitati, che sono state probabilmente proprio le richieste di controllo a mettere in crisi di due greci e che comunque non è stato provato ancora nulla nei loro confronti.
La fine dello psicodramma collettivo del mondo dello sport - e non solo quello - greco si è consumata stamani quando l'ex eroe della velocità greca Konstantinos Kenteris ha varcato la soglia dell' Hilton per essere ascoltato dalla commissione disciplinare del Cio.
Quando è uscito ha affrontato i giornalisti e ha posto fine alla telenovela del doping, degli incidenti motociclistici e degli ospedali: «Ho deciso - ha detto - non parteciperò a questi Giochi. La mia collaborazione con l'allenatore Christos Tzekos da oggi è finita».
Quest' ultima frase è importante. La rottura con il suo allenatore potrebbe indicare una diretta responsabilità di Tzekos in alcune scelte e potrebbe rappresentare l'inizio di un nuovo capitolo di questa poco edificante storia.
Il vincitore dell' oro nei duecento metri di atletica a Sydney ha però difeso ancora una volta il suo onore e la sua innocenza. «Ritiro la mia partecipazione dai Giochi per senso di responsabilità e unità nazionale - ha detto - Mai mi è stato chiesto di sottopormi a controllo antidoping. Negli ultimi quattro anni ho passato oltre 30 controlli e tutti hanno dato esito negativo». Ma ora, «il nostro paese organizza una grande festa che aspettava da 108 anni e ora tutti devono concentrarsi su queste Olimpiadi e far sì che tutto si svolga bene».
Poco dopo anche la Thanou ha annunciato di aver restituito il suo accredito olimpico togliendo così in maniera definitiva la patata bollente dalle mani del Cio che poteva trasferire la pratica all' Iaf, confermando comunque - per bocca di Carrard - che la linea rimane quella della 'tolleranza zero» sul doping e annunciando che ci sarà una relazione sulle «possibili omissioni» avvenute sulla vicenda.
Si chiude la pratica Kenteris-Thanou ma rimane tutto in piedi il problema doping. Ci sono e ci saranno polemiche perchè la Grecia vuole adesso che la regola valga per tutti.
Intanto sui muri di Atene le pubblicità della Adidas con il volto della Thanou stanno velocemente sparendo. Al suo posto ci sarà il volto sorridente di Ian Thorpe.
Stefano Polli

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