Sabato 25 Settembre 2021 | 10:48

NEWS DALLA SEZIONE

PECHINO
Huawei: portavoce Cina, 'bentornata a casa Meng Wanzhou'

Huawei: portavoce Cina, 'bentornata a casa Meng Wanzhou'

 
ROMA
Afhanistan: Khan, aiuti umanitari o 90% sotto soglia povertà

Afhanistan: Khan, aiuti umanitari o 90% sotto soglia povertà

 
Islanda oggi al voto, maggioranza guidata dai verdi rischia

Islanda oggi al voto, maggioranza guidata dai verdi rischia

 
WASHINGTON
Liberati due canadesi in Cina dopo rilascio Lady Huawei

Liberati due canadesi in Cina dopo rilascio Lady Huawei

 
WASHINGTON
Afghanistan: Usa varano deroghe a sanzioni per aiuti umanitari

Afghanistan: Usa varano deroghe a sanzioni per aiuti umanitari

 
WASHINGTON
Canada: Chiesa cattolica chiede scusa per abusi su nativi

Canada: Chiesa cattolica chiede scusa per abusi su nativi

 
L'AVANA
Cuba: liberata dopo breve detenzione la dissidente Soler

Cuba: liberata dopo breve detenzione la dissidente Soler

 
BOLOGNA
Zaki: Amnesty, preoccupati e preparati a scenario peggiore

Zaki: Amnesty, preoccupati e preparati a scenario peggiore

 
ROMA
Germania: sondaggio, è testa a testa tra Cdu e Spd

Germania: sondaggio, è testa a testa tra Cdu e Spd

 
GINEVRA
Siria: Onu, oltre 350.000 morti documentati

Siria: Onu, oltre 350.000 morti documentati

 
NEW YORK
Wsj, accordo con Usa, Lady Huawei potrà tornare in Cina

Wsj, accordo con Usa, Lady Huawei potrà tornare in Cina

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Chiuso l'oleodotto dell'Iraq del Sud. Nuovi scontri a Najaf

La condotta chiusa per motivi precauzionali e la produzione petrolifera del paese è sempre dimezzata rispetto al suo volume normale
BAGHDAD - Il principale oleodotto del sud dell'Iraq resta chiuso per motivi precauzionali e la produzione petrolifera del paese è sempre dimezzata rispetto al suo volume normale. «La situazione potrebbe cambiare a fine giornata» fa sapere una fonte della società petrolifera South Oil Company.
Intanto, in attesa degli esiti delle trattative di pace, combattimenti sporadici sono ripresi questa mattina a Najaf (Iraq centrale), dopo che ieri una delegazione di dignitari della Conferenza nazionale in corso a Baghdad ha tentato invano di incontrare nella città santa, roccaforte di Moqtada Sadr, il leader radicale sciita.
Dopo una notte relativamente tranquilla, tiri di mortaio e di armi automatiche hanno ricominciato a risuonare attorno al mausoleo dell'imam Ali - dove i miliziani sciiti sono asserragliati assieme a migliaia di sostenitori di Sadr - e vicino all'immenso cimitero, ieri ancora una volta bombardato dagli americani i cui carri armati hanno da ieri circondato la città vecchia, nella quale Sadr e i suoi uomini si trovano.
C'è incertezza su come potrà procedere il negoziato che Sadr sembra volere, pur restando fermo sulla richiesta di amnistia per se stesso e i suoi miliziani, così come sulla richiesta del ritiro dei soldati Usa da Najaf.
Ieri sera, in un'intervista a una Tv americana, il ministro della difesa Usa Donald Rumsfeld ha definito «improbabile» un intervento delle truppe americane nei luoghi sacri di Najaf.
Un'eventuale azione armata - ha affermato - spetta alle forze irachene.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie