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Male e morte non prevarranno

Un Papa sofferente a Lourdes incita i giovani e le donne («siate donne e uomini liberi») al rispetto della vita umana • Chiede aiuto ma, facendosi forza, va avanti
LOURDES (FRANCIA) - Il «male e la morte» non vinceranno, «non avranno l'ultima parola», ma per questo bisogna seguire il messaggio della Vergine di Lourdes: «siate donne e uomini liberi» e rispettare la vita umana dal concepimento fino alla sua fine naturale. E un ruolo speciale spetta alle donne, chiamate ad essere «testimoni» dei valori essenziali della vita. E' quanto ha chiesto l'anziano e malato pontefice alle decine di migliaia di persone, trecentomila secondo gli organizzatori, che hanno partecipato oggi alla messa al santuario di Lourdes, evento conclusivo dei quel pellegrinaggio apostolico che Wojtyla ha «desiderato vivamente di compiere».
Già da prima dell'alba, migliaia di giovani, malati, famiglie si erano aggiunti ai tanti già presenti ieri a Lourdes: tutti a piedi o sulle carrozzelle spinte dai barellieri, diretti dalla stazione ferroviaria e dai parcheggi degli autobus verso la spianata della Prairie, dove il papa ha detto la messa.
Giovanni Paolo II è apparso in forma migliore rispetto a ieri, quando all'arrivo la stanchezza del viaggio si era fatta sentire. Poi, dopo un po' di riposo, il papa aveva portato avanti tutti i suoi impegni, compresa la partecipazione da spettatore alla processione delle candele. Oggi, il papa ha continuato a rispettare i suoi impegni, dimostrando una discreta condizione, nonostante la voce a tratti affaticata.
L'anziano pontefice ha richiamato l'attenzione dei fedeli alla difficoltà di fare del bene per gli altri: mentre «il bene» che si fa «non fa rumore», l'umanità «porta in sé la ferita del peccato, le cui conseguenze continuano a farsi sentire anche nei redenti». L'unica strada per essere liberi, quindi, è seguire il Cristo, che è il «liberatore» dell'umanità.
Il papa ha anche ricordato nell'omelia la festa dell'Assunzione di Maria, un dogma «intimamente legato» a quello dell'immacolata concezione, di cui qui si festeggiano i 150 anni della proclamazione da parte di Pio IX.
Una «particolare missione spetta alla donna», in questo tempo «tentato dal materialismo e dalla secolarizzazione»: essere «testimone di quei valori essenziali che si vedono solo con gli occhi del cuore». A due settimane dal documento del Vaticano sulla donna, Giovanni Paolo II ha ribadito che le donne possono salvare l'umanità in questo difficile momento, donne che secondo il papa hanno il compito di «essere sentinelle dell'Invisibile».
Altro punto fermo del pensiero di Wojtyla è il rispetto della vita «dal concepimento sino alla sua fine naturale. La vita è un dono sacro, di cui nessuno può farsi padrone». Quello del papa è stato un «appello pressante, perché affinché ognuno la difenda facendo quello che è in suo potere di fare.
E chi può salvare l'umanità sono i giovani, invitati da Giovanni Paolo II a portare «nel mondo una ventata di speranza». Il papa ha ricordato «con emozione» gli altri incontri avuti nel corso degli anni con i giovani in Francia: a Parigi, a Lione, a Strasburgo, e infine nuovamente a Parigi per la Giornata mondiale della Gioventù. «Questi incontri mi hanno dato una grande speranza, che oggi voglio condividere con voi», ha aggiunto.
Infine, prima dell'Angelus e dei saluti nelle diverse lingue, un ricordo della sorgente di acqua della grotta di Massabielle, uno dei «simboli di Lourdes», simbolo della «vita nuova, che Cristo dona a quanti si convertono a Lui», una strada che porta all'avvento della «civiltà dell'amore».
Terminati gli impegni pubblici del suo pellegrinaggio a Lourdes, Giovanni Paolo II si è dedicato a due momenti «privati»: prima il pranzo con i cardinali e i vescovi francesi. Poi, nel momento di lasciare Lourdes, la preghiera solitaria davanti alla grotta della Madonna.

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