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In Francia si apre una nuova inchiesta sulla morte di lady D e Dodi Al Fayed

Sette anni dopo la morte della principessa e del suo amante nella Mercedes schiantatasi contro un pilone sotto il ponte dell'Alma a Parigi, la magistratura ordina una nuova inchiesta sull'autista
Lady D LONDRA - Sette anni dopo la morte della principessa Diana e del suo amante Dodi Al Fayed fra le lamiere di una Mercedes schiantatasi contro un pilone sotto il ponte dell' Alma a Parigi, la magistratura francese ordina una nuova inchiesta sull'autista che guidava l'auto. La notizia, sparata questa mattina in prima pagina dal quotidiano britannico Daily Express, è stata confermata da fonti giudiziarie francesi.
Non è certo la conferma del complotto di cui il padre di Dodi, Mohammed Al Fayed, il magnate egiziano proprietario di Harrods, va parlando da anni, ma è certamente una mossa che agita le acque, e le speculazioni di qualche giornale, su presunte occulte responsabilità dei servizi segreti britannici nella morte di Diana.
La tesi complottista, sostenuta anche con diverse azioni legali promosse da Al Fayed non solo in Francia e in Gran Bretagna, ma perfino negli Usa, si basa principalmente sulla contestazione dell' attendibilità delle analisi del sangue di Paul Henri, l'autista anch'egli morto nell'incidente del 31 agosto 1997. Il giudice Hervè Stephan, il magistrato che ha coordinato l'inchiesta francese, ha concluso che Diana e Dodi sono morti perchè Henri, ubriaco e in preda a droghe, portò la Mercedes a schiantarsi contro il pilone mentre cercava di sfuggire alla caccia dei fotografi.
Questa conclusione si basa sui test prodotti dalla patologa legale Dominique Lecomte e dal tossicologo Gilbert Pepin. Ma i periti nominati da Al Fayed dicono di aver trovato nei campioni di sangue di Henri Paul livelli di monossido di carbonio talmente alti che in quelle condizioni l'autista non avrebbe certamente potuto guidare. Altri esperti indipendenti avanzano l'ipotesi che possano essere stati commessi degli errori nel modo in cui i campioni furono raccolti e testati. Qualcuno sostiene che furono inavvertitamente confusi con i campioni di sangue di uno degli altri 33 cadaveri che quella notte si trovavano nell'obitorio di Parigi dove il corpo di Henri fu portato.
Mohammed Al Fayed va ben oltre e sostiene che Henri Paul fu usato come capro espiatorio per nascondere un omicidio. «Quelli testati non erano i campioni di sangue dell'autista. E' stata una copertura orchestrata dai servizi segreti», ha detto a Daily Express al Fayed, ribadendo la sua convinzione che i servizi segreti britannici, su ordine di qualcuno all'interno della famiglia reale, organizzarono il complotto per uccidere la principessa perchè lei voleva sposare Dodi, un musulmano.
L'incidente sarebbe stato provocato abbagliando, forse con un forte fascio di luce, l'autista in modo di fargli perdere il controllo dell'auto.
Il 29 giugno scorso - ma la notizia finora non era trapelata - la camera d'istruzione della corte d'appello di Parigi ha ordinato ad un giudice istruttore incaricato di esaminare le condizioni in cui erano stati prelevati ed esaminati i campioni di sangue di Henri di continuare ad indagare. L'inchiesta, nata da una denuncia per «falsificazione di perizie» depositata il 7 luglio 2002 da Jean e Gisele Paul, i genitori di Henri Paul, alla quale poi si è unito Al Fayed, era già stata archiviata per due volte, nel 2003 e nel 2004, dal giudice Corinne Goetzann, che in entrambe le occasioni ha decretato il non luogo a procedere.
Si ritiene, scriveva questa mattina Daily Express, che l'inchiesta durerà circa sei mesi e non si sa se porterà a ritardi nell'indagine che Scotland Yard sta conducendo sulle teorie cospirative.
Daniela Romiti

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