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Le formiche argentine hanno smesso di farsi la guerra

Gli studi di una ricercatrice australiana. Uno di questi mega-formicai, che ha studiato in dettaglio, si estende per tutta l'area metropolitana di Melbourne, in un diametro di 100 chilometri
SYDNEY - Il problema con le formiche moderne non è tanto la propensione ad attaccare la zuccheriera o il barattolo di marmellata. E' il fatto che abbiano imparato ad andare così bene d'accordo fra loro, sostiene una ricercatrice australiana.
Le formiche argentine (Linepithema humile), le piccole e comunissime formiche domestiche che hanno iniziato a invadere l'Australia già 65 anni fa, qui hanno modificato il comportamento che su scala mondiale teneva la popolazione sotto controllo. Invece di essere altamente aggressive tra loro hanno deciso di vivere in armonia, ha osservato Elissa Suhr, della scuola di scienze biologiche dell'università Monash di Melbourne.
Questa evoluzione ha consentito alle formiche argentine di formare gigantesche super-colonie di miliardi di insetti in tutte le maggiori città, anche se tendono ad evitare le zone rurali o boscose. Uno di questi mega-formicai, che Suhr ha studiato in dettaglio, si estende per tutta l'area metropolitana di Melbourne, in un diametro di 100 chilometri.
«In Argentina le colonie coprono al massimo qualche decina di metri; ve ne può essere una in un'area ed un'altra geneticamente differente in un'altra e gli individui nelle due colonie sono aggressivi fra loro, quindi si controllano a vicenda», spiega l entomologa. «Ma qui a Melbourne, dovunque vivano le formiche, il ceppo genetico è lo stesso e non combattono fra loro. Libere da guerre fratricide, possono circolare liberamente, stabilire nuovi nidi e moltiplicarsi a dismisura. Così vi è un'unica enorme colonia sparsa per tutta la città».
Lunga appena 3 mm, la formica argentina è un ospite ben conosciuto e apparentemente innocuo in tutte le case, ma con il solo peso del numero minaccia piante e animali nativi, a partire dalle formiche locali, e mette a rischio la biodiversità stessa del continente. «Molti credono che le formiche siano piccole e insignificanti, ma in realtà hanno un ruolo enorme nell'ecosistema. E' importante conoscere meglio la loro ecologia, per cercare la maniera di controllarne la diffusione».
Secondo la ricercatrice, le zone rurali sono al sicuro perché le formiche non tollerano il terreno arido, ma tutte le aree urbane sono a rischio. «Fanno l'autostop in auto e sulle persone, quindi si possono diffondere molto rapidamente», ha aggiunto.
Viaggiando da clandestine nel commercio internazionale, le formiche argentine si sono diffuse in tutti gli ecosistemi di clima mediterraneo nel mondo e hanno già avuto un forte impatto in altri paesi, dall'Europa alla California, dove anche avrebbero rinunciato al comportamento aggressivo fra loro. In California hanno praticamente eliminato le formiche del luogo e diminuito la diversità degli altri insetti nativi. Sono elencate fra i 100 peggiori invasori biologici al mondo. In Australia furono scoperte la prima volta a Melbourne nel 1939.
Suhr, il cui progetto è sponsorizzato dal Centro australiano di biodiversità e dal Centro di ricerca sullo stress ambientale e l'adattamento, sta esaminando ora le colonie a Perth in Australia occidentale e Adelaide in Australia meridionale, per vedere se condividono con le cugine di Melbourne la struttura genetica e il comportamento. Se così fosse, potrebbe esistere un vasta super-colonia, estesa per migliaia di chilometri lungo tutta la fascia sud del continente.
Claudio Marcello

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