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Giappone, 3 incidenti nucleari nel Nagasaki-day

Il più grave è avvenuto a Mihama. Quattro operai sono morti, colpiti in pieno da vapore ad altissima temperatura. Otto i feriti. Non ci sarebbero fughe tossiche. Ma è lunga la serie d'incidenti
TOKYO - La catena di incidenti più grave della travagliata storia del programma nucleare civile giapponese si è verificata proprio nel 59esimo anniversario dell'esplosione della bomba atomica americana su Nagasaki che provocò la morte di 70mila persone.
Mentre in diverese città del Paese si svolgevano le cerimonie che come ogni anno il nove agosto -tre giorni dopo il sei, il giorno in cui nel 1945 fu invece sganciata la prima bomba atomica, quella su Hiroshima- ricordano la tragedia che pose fine alla seconda guerra mondiale, si diffondeva la notizia dei quattro morti, altre sette persone sono state ricoverate per le ustioni riportate, in seguito a una perdita di vapore a 140 gradi da una turbina del terzo reattore della centrale di Mihama, nella prefettura di Fukui.
A causare l'incidente, che secondo le autorità non avrebbe provocato la diffusione di radiazioni, la mancanza di acqua di raffreddamento o forse una fessura in uno dei tubi del vapore. Le misure di sicurezza sono scattate immediatamente, e l'attività dell'impianto è stata bloccata automaticamente alle 15.28 (ora locale).
Un altro problema, sempre oggi, lo ha denunciato il maggior produttore di elettricità del Paese, quella di Tokio, che ha ha reso nota la chiusura di un'unità per la produzione della corrente all'impianto di Fukushima-Daini, per una perdita d'acqua. E infine, un cestino dell'immondizia in una centrale nucleare della prefettura di Shimane, ha preso fuoco. Nulla di grave, dato che le fiamme sono state spente immediatamente, come ha assicurato la Chugoku che gestisce la centrale.
Il Giappone, il primo e l'uncio Paese ad aver subito un attacco nucleare, affida al nucleare il 25 per cento del suo fabbisogno di energia (contro il 20 per cento di quello della percentuale degli Usa). Tokio aveva importato il primo reattore dalla Gran Bretagna nel 1966 per arrivare a costruire il primo impianto «made in japan» quattro anni dopo. Ora ne sono in funzione 50. Il programma nipponico è stato tuttavia caratterizzato da numerosi incidenti di percorso, oltre che da contestazioni, in particolare da parte di Greenpeace per il trasporto di combustibile usato verso l'Europa, via mare.
Nel 1999 due operai erano rimasti uccisi al reattore di Tokaimura mentre lavoravano con l'uranio, un incidente che aveva innescato una reazione nucleare a catena. E nel 1991, sempre a Mihama, una perdita nelle condotte di acqua di raffreddamento nel reattore numero due aveva dato il via a una campagna di protesta all'interno del Paese contro il programma nucleare.

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