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Allawi invita i miliziani a lasciare subito Najaf

Il primo ministro iracheno si trova oggi nella città santa. In un gesto di apertura, ha invitato a partecipare alle elezioni generali del gennaio 2005, affermando di aver ricevuto dal leader radicale sciita «messaggi positivi». Nelle ultime 24 ore sono morte almeno 43 persone
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NAJAF (IRAQ) - Il premier iracheno Iyad Allawi è giunto oggi a Najaf (sud di Baghdad), dove negli ultimi quattro giorni sono infuriati i combattimenti, e ha invitato i miliziani fedeli al leader radicale sciita ad abbandonare la città al più presto. «Siamo venuti a ispezionare la città santa e discutere la situazione con il governatore», ha fatto sapere il capo del governo interinale.
Allawi, che è accompagnato dal ministro dell'Interno e da quello della Difesa, ha subito avuto colloqui con il governatore della regione, Adnane al-Zorfi.
In una dichiarazione fatta ai giornalisti al suo arrivo il premier aveva detto: «Noi speriamo che questa questione finisca il più presto possibile. Penso che gli uomini armati debbano lasciare i luoghi santi al più presto, compreso il mausoleo dell'imam Alì, che debbano abbandonare le armi e rientrare nell'ordine e nella legalità». Fino a ieri Allawi ha cercato di riportare Moqtada Sadr sui binari della democrazia, invitandolo a partecipare al processo di ricostruzione istituzionale del Paese. Ieri in una conferenza stampa ha perfino «assolto» il leader radicale affermando che i disordini di Najaf sono fomentati da criminali che si nascondono dietro il nome di Sadr. Ha anche offerto una amnistia a coloro che si sono macchiati di reati non gravi.
Durante l'incontro, Al-Zorfi ha detto al premier che non bisogna «in alcun caso negoziare» una nuova tregua con le milizie che occupano la città. «Violano la tregua in continuazione e ogni giorno vi sono attacchi contro i poliziotti iracheni», ha aggiunto il governatore.
Stamane nella città santa si sono fermati i combattimenti tra marine, appoggiati da militari iracheni, e i fedeli di Sadr, ma la situazione resta tesa, con i miliziani di nuovo annidati nella zona del centro. La polizia ritiene che Moqtada Sadr si trovi attualmente a Najaf. Oggi a Baghdad il ministero della Sanità ha riferito che in combattimenti tra forze Usa e miliziani sciiti a Baghdad e Najaf nelle ultime 24 ore sono morte almeno 43 persone.
Secondo il ministero 22 persone sono morte in scontri a Sadr city, quartiere sciita di Baghdad, e in altre zone della capitale, tra le nove (locali, le sette in Italia) di ieri e di oggi. Nello stesso arco di tempo almeno 21 persone sono state uccise nella città santa sciita di Najaf.

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