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Un satellite catturerà i lampi del cosmo

"Swift" - realizzato da Nasa statunitense e Asi italiana - è giunto in questi giorni al centro spaziale Kennedy di Cape Canaveral, in vista del lancio fissato per il prossimo ottobre. In gioco il centro "Broglio" in Kenya • Così andrà a «caccia» dei misteriosi flash dell'Universo, possibile origine dei «buchi neri»
Da una missione scientifica appena partita, ad una che si appresta a decollare dalle rampe che si affacciano sull'Atlantico, a Merritt Island, in Florida.
Iniziata con un perfetto lancio notturno la missione di Messenger, destinazione Mercurio, è giunto in questi giorni al Centro spaziale Kennedy di Cape Canaveral, in vista del lancio fissato per il prossimo ottobre, il satellite Swift, dedicato a studi dallo spazio dei sempre misteriosi flash cosmici, realizzato dalla Nasa in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
L'ente italiano contribuisce sia con parti fondamentali della strumentazione, sia con la gestione del satellite attraverso la stazione di controllo "Broglio Space Center" di Malindi (in Kenya), oltre alla fornitura di sistemi software per l'analisi e l'archiviazione dei dati scientifici.
Sulla base delle scoperte del satellite italiano BeppoSax, Swift osserverà con estrema precisione le fugaci quanto imprevedibili esplosioni che avvengono ogni giorno nel cosmo, possibili segnali della nascita di buchi neri. Questi enigmatici flash cosmici, chiamati Gamma Ray Burst, emettono più di cento miliardi di volte l'energia emessa dal Sole in un intero anno e per questo sono le più potenti esplosioni conosciute nell'Universo. Essi però brillano solo per pochissimo tempo, da alcuni millisecondi ad alcuni minuti, per poi svanire e non riapparire mai più nello stesso luogo dove si sono verificati. Dopo il flash di raggi gamma iniziale, molti burst continuano ad emettere raggi X, luce visibile e onde radio, un fenomeno chiamato dagli astronomi «afterglow» (post-luminescenza).
«I Gamma Ray Bursts sono annoverati tra i più grandi misteri dell'astronomia sin dall'epoca della loro scoperta avvenuta più di 35 anni fa» afferma Neil Gehrels, responsabile Swift del Goddard space flight center della Nasa.
Uno degli strumenti di Swift individuerà l'esplosione, mentre, entro poche decine di secondi, altri due telescopi si orienteranno automaticamente sul fenomeno per una sua esplorazione più dettagliata. In tempo quasi reale il satellite trasmetterà la posizione precisa dell'esplosione agli scienziati e ai telescopi in tutto il mondo affinché sia possibile osservare l'evento in tempi brevissimi anche con i più potenti telescopi terrestri.
«La missione Swift - aggiunge il professor Guido Chincarini, responsabile scientifico della partecipazione italiana, dell'Università degli studi di Milano Bicocca e astronomo emerito all'Osservatorio astronomico di Brera - indagherà in dettaglio per la comprensione della fisica di questi eventi e sul loro significato nell'evoluzione di oggetti cosmici, raccogliendo l'eredità e proseguendo il lavoro iniziato dal satellite italiano BeppoSax».
«Tra i contributi italiani - spiega inoltre Simona Di Pippo, responsabile dell'Osservazione dell'Universo dell'Asi e coordinatrice del progetto - alla missione vi sono gli specchi per raggi X utilizzati dal telescopio XRT che sono stati costruiti in Italia e calibrati e testati dal gruppo italiano in collaborazione con Usa e Regno Unito».
I tre strumenti principali di Swift sono stati assemblati al Goddard space flight center della Nasa. Lo strumento principale è il Telescopio chiamato "Bursts Alert Telescope", che individuerà e localizzerà circa due Gamma Ray Bursts alla settimana, trasmettendo a terra la posizione entro venti secondi, con una precisione tra 1 e 4 minuti d'arco. Questa posizione sarà allora utilizzata per riposizionare velocemente il satellite e portare la regione di cielo in cui è avvenuto il burst nel campo di vista degli altri due strumenti concepiti per lo studio dell'afterglow: il telescopio per raggi X (X-Ray Telescope) e il telescopio ottico e ultravioletto (ultraViolet-optical telescope). Questi due strumenti, che lavorano a lunghezze d'onda più lunghe (energie più basse), determineranno la posizione dell'evento con la precisione del secondo d'arco, la distanza della sorgente del burst.
Swift informa la comunità - che include musei e pubblico generico, insieme a scienziati di osservatori a livello mondiale - attraverso la rete di raccolta delle coordinate dei Gamma-ray bursts Coordinate Network gestito dal centro Goddard della Nasa, nel Maryland. A Terra, una rete di telescopi robotici dedicati, distribuiti in tutto il mondo, è pronta ad osservare l'evento non appena ricevuto l'avviso dal centro di controllo di Swift.
«Questa missione - aggiunge Simona Di Pippo - non solo mostrerà il progresso della scienza attraverso un'altra collaborazione internazionale intensa ed affiatata, ma potrà non solo essere fonte di grande entusiasmo, ma potrà dare nuovo impulso ad investire nella ricerca, dando anche all'uomo comune e ai giovani nuova forza nel confrontarsi con l'ignoto, stimolando la curiosità nella comprensione della natura».
Antonio Lo Campo

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