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Iraq - Strategia del terrore (e c'è chi si diverte)

Un falso la decapitazione del californiano da parte degli ultra-fondamentalisti. Il video della falsa esecuzione sul web. «Per proteggere il popolo iracheno» il Governo chiude per un mese la sede di Al Jazira a Baghdad
• Al Qaida all'Italia: «l'ultimatum sta per scadere»
• Il testo del comunicato con le minacce
• «I bersagli sono già definiti»
• Regge la tregua a Nassirya
BAGHDAD - Come se non bastassero le minacce vere e l'orrore delle decapitazioni degli ostaggi occidentali in Iraq c'è chi mette on line in internet decapitazioni false.
L'idea è venuta ad uno statunitense che ha messo on line una sua decapitazione.
Nel filmato si può vedere l'esecuzione di un cittadino americano, mentre in un sito analogo, vero, viene ammonita ancora una volta l'Italia ad abbandonare l'Iraq, altrimenti dovrà a far fronte a un'ondata di terrore. Frattanto, la battaglia è ripresa stamattina a Najaf e a Sadr City.
Ma torniamo al filmato dell'esecuzione in cui si può vedere un uomo che, seduto su una sedia dice di chiamarsi Benjamin Ford e di essere di San Francisco (nome e indirizzo corrisponderebbero a Benjamin Vanderford, 22 anni). Si tratta di un giovane, che indossa una maglietta beige e che sollecita gli americani a lasciare l'Iraq, perchè «se non lo facciamo, ognuno di noi sarà ucciso in questo modo». Subito dopo, avviene la sua decapitazione.
Che sia un falso lo dice lo stesso protagonista all'agenzia Ap.
Benjamin Vandenford, 22 anni, è stato contattato a San Francisco da giornalisti dell'agenzia cui ha raccontato d'avere messo in scena la falsa decapitazione a casa di un amico, usando sangue da film.
Nel video, si vede il giovane seduto su una sedia in una camera scura, con le mani dietro la schiena, visibilmente terrorizzato. Il video non mostra alcun'altra persona, ma solo una mano che impugna un coltello.

Le nuove minacce all'Italia sono firmate ancora una volta dalle Brigate di Abu Hafsel Masri-organizzazione di Al Qaida, e sono state pubblicate su www.islahi.net.
Vi si afferma tra l'altro che l'ultimatum di 15 giorni dato il primo agosto scorso all'Italia per ritirarsi dall'Iraq «sta per scadere» e che «le sue cellule» dell'organizzazione a Roma e in Italia «sono pronte a colpire a partire dal 15 agosto». Dopo tale data, «non fermeremo gli attacchi contro Roma, voi non potrete avere sicurezza nelle vostre case, tutti i luoghi saranno nel mirino dopo la fine del termine, tutti i luoghi saranno bersagli possibili. Gli obiettivi sono stati definiti». E ancora, rivolgendosi al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, dice: «Il tuo popolo non godrà più di sicurezza, se il popolo iracheno non avrà la sicurezza con il vostro ritiro dal suo paese».
E minacce su internet ci sono oggi anche per il premier iracheno Iyad Allawi. «Stai sicuro che abbiamo per te solo la spada, la cui sete sarà spenta con il tuo sangue», dice un altro gruppo che afferma di essere legato a Zarqawi. Frattanto, stamane sono ripresi i combattimenti nella città santa di Najaf tra le forze americane, appoggiate da reparti iracheni, e i miliziani sciiti fedeli al leader radicale Moqtada Sadr. Si combatte in particolare nel centro, vicino all'ospedale generale e nei pressi del grande cimitero. Gli americani hanno ripreso i bombardamenti e la battaglia infuria tra le strade cittadine con colpi di mortai, lanciarazzi e armi automatiche. Ieri un alto ufficiale americano ha detto che i marines hanno ucciso in battaglia 300 miliziani di Sadr, mentre le fonti del leader sciita parlano invece di 36 morti. E anche nella capitale, a Sadr City, il grande quartiere sciita, stamattina è stato di nuovo teatro di scontri a fuoco tra i soldati americani e i miliziani radicali sciiti.
Non appena i militari Usa sono avanzati nel quartiere con una dozzina di carri armati, gli uomini dell'esercito di Mehdi, la milizia di Moqtada Sadr, ha risposto lanciando razzi anticarro e sparando diversi tiri di mortaio.
A Nassiriya sembra invece reggere la tregua stabilita ieri in seguito a un accordo tra il tra il governatore della provincia di Dhi Qar, i leader dei miliziani sciiti e il comandante della Brigata Pozzuolo del Friuli, generale Corrado Dalzini. La notte, hanno detto fonti del contingente italiano, è trascorsa senza scontri.

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