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Finita la tregua a Nassiriya I soldati italiani sotto tiro

Colpi di mortaio in prossimità dei ponti sull'Eufrate controllati dai Lagunari dell'Esercito. Nella notte, i militari italiani avevano intimato invano l'alt ad un veicolo. L'automobile, probabilmente un'autobomba, è esplosa. Mediazioni in corso. Si allarga la rivolta sciita nel Sud dell'Iraq iniziata nei giorni scorsi. L'aviazione americana è entrata in azione a Najaf, uccisi due militari statunitensi
• Sequestrati quattro camionisti libanesi
Iraq - NassiriyaBAGHDAD - Si allarga a macchia d'olio la rivolta sciita nel Sud dell'Iraq iniziata nei giorni scorsi prima a Najaf e poi a Bassora: nelle ultimi ore si sono avuti pesanti scontri anche a Nassiriya, dove le forze italiane sono state duramente impegnate, a Najaf, a Samarra, e nella stessa Baghdad: le vittime si contano a decine.
Secondo il ministero della sanità, solo negli scontri a Sadr city, il quartiere sciita di Baghdad, ci sono stati 19 morti e 11 feriti. Fonti governative riferiscono inoltre di almeno un iracheno morto e 25 feriti a Najaf e di sei morti e 13 feriti a Nassiriya negli scontri tra gli insorti e le forze italiane. Fonti di polizia a Nassiriya affermano invece che i morti sono quattro, tutti civili.
I disordini sono cominciati la notte scorsa quando i miliziani del leader radicale sciita Moqtada Sadr hanno attaccato nella parte Nord della città la polizia locale e i militari del contingente italiano sono intervenuti in supporto agli agenti. Secondo una fonte sul posto, un'ambulanza e diversi altri veicoli dell'ospedale sono stati distrutti e un commissariato di polizia è stato attaccato.
Il portavoce del comando italiano, capitano Ettore Sarli, ha riferito inoltre che due colpi di mortaio nella zona del ponte Bravo hanno segnato la ripresa delle ostilità dopo una breve tregua. Nella notte ci sono stati anche tentativi di sfondare i presidi dei Lagunari posti attorno ai tre ponti cittadini. Una macchina lanciata a tutta velocità con i passeggeri che sparavano è stata bloccata dai colpi dei militari italiani ed è esplosa. Non è escluso che si trattasse di un'autobomba.
A Samarra, che sorge a nord di Baghdad, nel cosiddetto triangolo sunnita, ma che è abitata anche da sciiti, il bilancio è due civili morti e 13 persone ferite.
Gli scontri sono iniziati la notte scorsa, e le forze Udsa sono intervenute anche con l'aviazione, lanciando missili contro una presunta base di combattenti islamici.
Secondo il comandante della polizia Abdel Haq Ismail, gli scontri sono cominciati nel quartiere del ponte sul Tigri. Poi sono entrati in azione gli aerei americani che hanno lanciato almeno 11 missili contro il quartiere, concentrandosi su una ex base del partito Baath dell'ex presidente Saddam Hussein.
L'aviazione americana è entrata in azione anche la città santa di Najaf, con una serie di intensi bombardamenti questa mattina. In particolare i combattimenti si sono concentrati nella zona del grande cimitero, dove sono asserragliate le milizie di Moqtada Sadr.
In quest'atmosfera, è atteso per domani l'annuncio da parte del premier Iyaq Allawi di una nuova amnistia, che era già stata rinviata diverse volte. La misura dovrebbe riguardare coloro che si sono resi responsabili di azioni violente, ma non di omicidio.

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