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Gran Bretagna - Raid anti-terrorismo: 13 arrestati

I sospettati, tutti di origine asiatica, sono stati arrestati a Londra e nel nord del paese. L'operazione dopo l'arresto dell'esponente di al Qaeda, Ahmed Khalfan Ghailani, considerato responsabile degli attentati del 1998 contro le ambasciate Usa in Kenya e Tanzania. Nel computer di Ghailani sono stati trovati infatti riferimenti a piani di attacchi sulla costa est degli Stati Uniti e in Gran Bretagna
LONDRA - Raid anti-terrorismo in Gran Bretagna dove, in un'operazione scattata la notte scorsa e continuata questa mattina, la polizia ha arrestato 13 sospetti, tutti di origine asiatica, a Londra e nel nord del paese. Il raid, hanno spiegato fonti della polizia, è il risultato di una «operazione preparata, ancora in corso, guidata dall'intelligence» e «parte di un'estesa e continua inchiesta da parte della polizia e dei servizi di sicurezza sul terrorismo internazionale». I sospetti sono stati arrestati sulla base del Terrorism act 2000 e sono tutti uomini tra i 20 ed i 30 anni di origine asiatica, ma non si sa quanti di loro abbiano la cittadinanza britannica.
Gli arresti sono stati fatti nella zona occidentale di Londra, a Hertfordshire, Luton e Blackburn, cittadina dello Yorkshire che ospita una grande comunità indiana e pakistana.
E la formula usata dalla polizia, origine asiatica, si riferisce appunto a persone originarie del subcontinente indiano. I sospetti sono stati tutti portati a Londra per essere interrogati.

L'operazione è scattata dopo che il ministero dell'Interno ha dichiarato che la Gran Bretagna è in uno «stato di allerta rafforzato» dopo l'arresto dell'esponente di al Qaeda, Ahmed Khalfan Ghailani, considerato responsabile degli attentati del 1998 contro le ambasciate Usa in Kenya e Tanzania. Nel computer di Ghailani sono stati trovati infatti riferimenti a piani di attacchi sulla costa est degli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Ma la polizia britannica non ha voluto specificare se gli arresti di questa notte siano in qualche modo legati a quelli che in questi giorni sono avvenuti in Pakistan, dove oltre a Ghailani sono stati arrestati altri sospetti terroristi.

Gli agenti stanno procedendo all'esecuzione di «un certo numero di mandati di perquisizione in luoghi di abitazione», afferma il comunicato. La vasta operazione, aggiunge il testo, rientra nella campagna della polizia e dei servizi di sicurezza, «permanente e intensiva», contro il terrorismo internazionale. Un portavoce della polizia non ha voluto specificare se la retata sia da mettere in relazione con l'arresto nei giorni scorsi in Pakistan di un ingegnere, sospetto membro di Al Qaida, al quale sono stati sequestrati documenti, computer e altro materiale giudicati di grande importanza dalle autorità americane. Secondo mezzi di informazione britannici, tale documentazione indicherebbe anche minacce contro imprecisati obiettivi nel Regno Unito. In seguito all'operazione in Pakistan, gli Stati Uniti hanno innalzato domenica, a Washington e in altre località, il livello di allerta da «elevato» a «alto» (da giallo a arancione sul cosiddetto «semaforo» del terrorismo), segnalando in particolare il rischio di attentati contro sedi e organizzazioni simbolo della finanza e dell'economia Usa e mondiale.
In precedenza, la Gran Bretagna aveva accolto con prudenza le informazioni relative a nuovi presunti piani della rete terroristica di Osama bin Laden e non aveva modificato il suo livello di sicurezza, che comunque da mesi è alto.
Sono state aumentate invece le misure di sicurezza nella banche e istituzioni finanziarie statunitensi nella City, potenzialmente a rischio anche se il ministero dell'Interno non segnala indicazioni specifiche di minaccia.

Nonostante parecchi arresti importanti, negli ultimi mesi, nell'ambito della campagna contro il terrorismo internazionale, vi sono state in Gran Bretagna poche incriminazioni e la maggior parte delle persone fermate sono state rilasciate.
Negli ultimi giorni Londra non ha seguito l'esempio degli Usa quanto a rafforzamento della vigilanza e delle misure di sicurezza. «Non c'è nessun cambiamento nel dispiegamento, non abbiamo mandato centinaia di agenti di polizia nelle strade», aveva dichiarato una fonte dei servizi di sicurezza. «Se ci renderemo conto di dover dispiegare altri agenti, allora lo faremo», aveva spiegato. Il ministero dell'Interno (Home Office), pur premettendo che non intendeva commentare questioni di sicurezza, aveva annunciato che la popolazione sarebbe stata informata se vi fossero state indicazioni di una minaccia o un attentato imminenti. «Il governo non esiterebbe in nessun caso a diffondere un avvertimento se questo fosse il modo migliore per proteggere qualsivoglia comunità o luogo che si trovasse di fronte a una minaccia specifica e credibile», aveva dichiarato una portavoce, ricordando comunque che la Gran Bretagna, già da qualche tempo, è in «stato di allerta rafforzato».
Nel febbraio dell'anno scorso, carri armati e truppe erano stati dispiegati all'aeroporto londinese di maggior traffico, Heathrow, dopo la segnalazione di un possibile attacco missilistico di Al Qaida contro un aereo.

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