Domenica 19 Settembre 2021 | 01:53

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Saddam-uranio: un "pastiche" italo-francese

Iraq - Il "Financial Times" dà un nome all'affarista italiano che a Bruxelles avrebbe confezionato il dossier sul falso interesse del "rais" per le riserve del Niger, in vista del fantomatico sviluppo dell'atomica islamica. L'uomo sarà interrogato. Implicate spie di Parigi • Ucciso a Baghdad il capo della polizia cittadina
ROMA - I falsi documenti del Niger sull'uranio sono stati creati nel 2000, quindi «diversi anni prima che si iniziasse a discutere della guerra in Iraq»; al centro della vicenda c'è Rocco Martino, nome in codice "Giacomo", imprenditore italiano «che ha ammesso di aver fatto della vendita di informazione una vera e propria carriera». Così il "Financial Times" ricostruisce la vicenda dei documenti falsi sull'uranio, nata, spiega, da «un'operazione dell'Intelligence francese volta a salvaguardare l'industria nigeriana dell'uranio e ad impedire la proliferazione di armi».
L'operazione, iniziata nel '99, «rifletteva la preoccupazione dei vari servizi di intelligence secondo cui gli Stati canaglia potevano tentare di procurarsi uranio. Dal canto suo, la Francia nutriva preoccupazioni per la sicurezza delle sue fonti di uranio in Niger e delle due compagnie francesi che controllano l'industria dell'uranio in quel Paese». Tutto ciò, scrive il "Financial Times", «ha involontariamente dato origine alla falsificazione dei documenti su un'apparente compra-vendita clandestina di uranio nei confronti dell'Iraq». Protagonista della vicenda, spiega l'articolo del "Financial Times", l'imprenditore Rocco Martino che «a partire almeno dal 1999 ha avuto incontri regolari con funzionari dell'intelligence francese a Bruxelles». Inizialmente, secondo il "Financial Times", Martino ha fornito documenti autentici «che rivelavano come l'Iraq potesse avere il progetto di espandere il "commercio" con il Niger. Si pensò che questo commercio potesse riguardare l'uranio, che rappresenta la principale esportazione del Niger. Fu in quel momento che Martino si rese conto del valore di questi documenti».
I funzionari francesi, prosegue l'articolo, gli chiesero, dunque, ulteriori informazioni e da lì prese il via quello che il "Financial Times" definisce "il mercato dei documenti": «Egli ha in seguito trasmesso alla Francia documenti che si sono dimostrati falsi» e che, «secondo funzionari di Intelligence di alto livello sono stati creati nel 2000».
L'articolo ricorda dunque l'intervista pubblicata dal "Sunday Times" a "Giacomo", nella quale Martino ha detto che sarebbe stato il Sismi a falsificare i documenti, giunti a lui attraverso un funzionario dell'ambasciata nigeriana a Roma. Il "Financial Times" sottolinea anche che il governo italiano ha seccamente smentito queste notizie e aggiunge: «L'affermazione di Martino al "Sunday Times" secondo cui i documenti sono stati falsificati per giustificare la decisione di invadere l'Iraq è altamente sospetta, in quanto il mercato dei documenti, autentici o falsi, è stato messi in piedi diversi anni prima che si iniziasse a discutere della guerra». Ma non solo, l'articolo sottolinea anche che - secondo esperti di intelligence - se i documenti fossero stati falsificati da un servizio di sicurezza nazionale, la loro qualità sarebbe stata certamente migliore. E conclude con la dichiarazione di un funzionario dell'Intelligence occidentale, secondo il quale «questa vicenda dimostra quanto i servizi di intelligence e i mass media siano vulnerabili agli imbroglioni come Martino».
Rocco Martino, il presunto informatore il cui nome è stato pubblicato dal "Financial Times", sarà convocato prossimamente in Procura nell'ambito dell'inchiesta sul presunto rapporto del Sismi relativo a notizie su acquisto di uranio in Niger da parte di Saddam Hussein.
Il pubblico ministero Franco Ionta, titolare degli accertamenti, intende verificare se rispondono al vero le dichiarazioni attribuite all'informatore denominato "Giacomo" dal domenicale britannico. Il fascicolo della Procura è per il momento intestato «atti relativi a..» e fu aperto lo scorso anno sulla base di notizie di stampa.

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