Martedì 28 Settembre 2021 | 22:40

NEWS DALLA SEZIONE

GINEVRA
Rapporto su abusi sessuali in Congo, capo dell'Oms si scusa

Rapporto su abusi sessuali in Congo, capo dell'Oms si scusa

 
BERLINO
Csu: 'Rispettare il voto, Scholz provi a formare il governo'

Csu: 'Rispettare il voto, Scholz provi a formare il governo'

 
ROMA
Il rettore di Kabul vieta l'università alle donne

Il rettore di Kabul vieta l'università alle donne

 
SARAJEVO
Migranti: Bosnia, nuovo rogo nel campo di Lipa

Migranti: Bosnia, nuovo rogo nel campo di Lipa

 
BOGOTÀ
Colombia: morto dopo un raid il capo della guerriglia Eln

Colombia: morto dopo un raid il capo della guerriglia Eln

 
MOSCA
Mosca apre nuova indagine per estremismo contro Navalny

Mosca apre nuova indagine per estremismo contro Navalny

 
WASHINGTON
Obama, tassare ricchi come me per finanziare agenda Biden

Obama, tassare ricchi come me per finanziare agenda Biden

 
MADRID
Spagna: governo Sánchez approva l'aumento del salario minimo

Spagna: governo Sánchez approva l'aumento del salario minimo

 
BOLOGNA
Zaki: Amnesty Italia, rinvio lungo che sa di punizione

Zaki: Amnesty Italia, rinvio lungo che sa di punizione

 
MANSURA
Zaki portato nella gabbia degli imputati in manette

Zaki portato nella gabbia degli imputati in manette

 
SASSARI
Puigdemont: sit-in indipendentisti sardi il 4/10 a Sassari

Puigdemont: sit-in indipendentisti sardi il 4/10 a Sassari

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Iraq - Sei autobombe alla preghiera dei Vespri

Colpiti per la prima volta luoghi di culto cristiani: prese di mira cinque chiese a Baghdad e a Mossul. Dieci morti e 40 feriti nei quattro bombardamenti suicidi, sicuramente coordinati, scattata all'uscita delle Messe. In mattinata, sempre a Mossul, un kamikaze si era lanciato contro un posto di polizia
• Un'organizzazione legata ad al Qaeda minaccia: «L'Italia lasci l'Iraq oppure subirà attacchi»
BAGHDAD - Terrore e morte questa sera alla celebrazione del vespro a Baghdad e a Mossul: sei autobombe sono esplose a pochi minuti di distanza l'una dall'altra davanti a cinque chiese cristiane. In una sola delle esplosioni, in una chiesa caldea a Baghdad, ci sarebbero stati 12 morti, secondo un testimone.
È la prima volta in 15 mesi di guerriglia contro le forze di occupazione e il nuovo potere iracheno che la guerriglia prende di mira luoghi di culto cristiani.
Una fonte del ministero dell'interno iracheno ha detto che in almeno due casi le autobombe esplose a Baghdad erano guidate da attentatori suicidi, e ha detto di aspettarsi un «enorme numero di vittime».
L'ondata di attacchi è stata accuratamente coordinata: gli attentati sono avvenuti quasi contemporaneamente a Baghdad, dove sono state colpite quattro chiese, e a Mossul, 370 chilometri più a Nord, dove sono esplose due autobombe.
L'attacco più sanguinoso sembra per ora essere quello avvenuto nel quartiere meridionale di Dora, nella capitale irachena, quando un'autobomba è entrata a gran velocità nel parcheggio della chiesa caldea, ed è esplosa mentre i fedeli uscivano alla fine della messa: un testimone ha detto di aver visto almeno 12 persone morte ed arti umani sparsi sul luogo dell'esplosione.
La prima esplosione ha colpito a Baghdad la chiesa armena del quartiere Karradi; la seconda, un quarto d'ora dopo, la chiesa cattolica siriaca dello stesso quartiere, dove vivono molti cristiani. In questo secondo attentato, secondo l'autista di un'ambulanza, due persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite.
A Mossul - secondo quanto ha detto alla France Presse il comandante locale della polizia, Mohammad Amar Taha - due autobombe sono esplose davanti alla chiesa Mar Polis, nel quartiere Al Mohandessin, nel centro della città. Fonti mediche e di polizia hanno detto che l'attentato ha fatto un morto e 11 feriti. Secondo fonti citate dalla Reuters, sarebbero due i luoghi di culto colpiti a Mossul.
La catena di attacchi alla chiese fa temere l'avvio di una nuova strategia della guerriglia irachena, che mira a creare tensioni fra le varie confessioni religiose in Iraq, non più solo fra sunniti e la maggioranza sciita, ma anche fra i musulmani e i cristiani, che sono circa 800.000 nel Paese, quasi tutti concentrati a Baghdad.
Le autobombe contro i cristiani sono giunte al termine di un'altra giornata di violenze: in mattinata, a Mossul, un kamikaze si è lanciato con un'automobile piena di esplosivo contro un posto di polizia. A nulla è servito il fuoco subito aperto dagli agenti contro l'attentatore: l'uomo è morto, ma l'automobile ha continuato la sua corsa ed è esplosa a una ventina di metri dall'edificio. Cinque poliziotti sono morti e più di 50 altre persone, sia civili sia poliziotti, sono rimaste ferite.
A Falluja, a Ovest di Baghdad, nel cosiddetto "triangolo sannita" dove più accanita è la resistenza alle forze della coalizione guidata dagli Usa, almeno dieci iracheni sono stati uccisi e una quarantina feriti - secondo fonti irachene - in scontri con le truppe americane, che hanno anche effettuato bombardamenti aerei.
A Samarra, altra città del triangolo sunnita, a Nord della capitale, un soldato della 1ª Divisione di fanteria Usa è morto e altri due sono rimasti feriti dall'esplosione di un ordigno al passaggio del loro convoglio, secondo un comunicato militare americano.
Ed anche oggi è proseguita la "guerra degli ostaggi": dopo i due camionisti turchi fatti prigionieri ieri - uno è stato riconosciuto dai familiari che hanno visto il video diffuso dai suoi rapitori - si è appreso del sequestro, due giorni fa, di due uomini d'affari libanesi e del loro autista siriano. Uno di loro - ha annunciato Beirut nel pomeriggio - è stato liberato dalle forze di sicurezza irachene con un'operazione di commando; resta incerta la sorte degli altri due suoi compagni.
Intanto si è ingarbugliata - con l'accavallarsi di notizie contraddittorie - la vicenda dei sette camionisti stranieri catturati da un gruppo denominato Bandiere Nere dell'Esercito segreto islamico, su cui da giorni è in corso una trattativa. Da Nairobi il ministro degli esteri keniano ne ha annunciato la liberazione, affermando che i sette - tre keniani, tre indiani e un egiziano - erano in salvo nell'ambasciata egiziana di Baghdad; New Delhi e la ditta kuwaitiana per cui lavorano gli ostaggi hanno smentito, mentre Il Cairo ha negato che i sette fossero nella sua ambasciata; e il mediatore iracheno, il capo tribale Hisham al Dulaymi, ha annunciato addirittura di essersi ritirato dopo che erano sorte complicazioni nella trattativa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie