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Barroso presidente Commissione Ue

Il portoghese Josè Manuel Durao Barroso è ufficialmente il capo della prossima Commissione Ue, a Strasburgo ha avuto 413 voti a favore su 664. «Comincerò a lavorare immediatamente, spero di annunciare la squadra non oltre la settimana dal 23 agosto», ha detto il neopresidente
STRASBURGO - Josè Manuel Durao Barroso è ufficialmente il capo della prossima Commissione Ue. Lo ha annunciato in plenaria il presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, confermando che il candidato ha ottenuto 413 voti a favore.
I contrari sono stati 251, le schede bianche 44 e quelle nulle 3, per un totale di 664.
La proclamazione del risultato è avvenuta con qualche minuto di ritardo perché Barroso non era presente in aula e i deputati lo hanno dovuto attendere, fatto che ha provocato qualche protesta e un breve intervento di Marco Pannella.
Al termine della proclamazione sono seguite le congratulazioni di rito.
Barroso, in un breve intervento, ha ringraziato e ribadito la sua «profonda convinzione di europeista», promettendo di collaborare con il Parlamento «per costruire un'Europa prospera e sicura».

BARROSO;DA MAO A BUSH, LUNGA MARCIA VERSO BRUXELLES «Sono un moderato, un centrista, un riformatore antistatalista, ma non un fondamentalista neo liberista». E' questo l'autoritratto di Josè Manuel Durao Barroso, eletto oggi dall'Europarlamento presidente della Commissione europea.
Quarantotto anni - è nato a Lisbona il 23 marzo del 1956 - sposato e padre di tre figli, Barroso ha qualche giorno fa presentato le dimissioni da premier portoghese, dopo due anni di governo sostenuto da una coalizione tra la sua formazione - il Partito Socialdemocratico (Psd), di centrodestra nonostante il nome - e la destra nazionale del Centro democratico sociale.
Laureato in diritto, ha cominciato la carriera politica all'università di Lisbona, militando nelle file dell'estrema sinistra in una minuscola organizzazione maoista durante la rivoluzione dei garofani del 1974.
Dopo aver ottenuto un master universitario in Scienze Politiche e Sociali a Ginevra e successivamente a Georgetown, Washington, nel 1980 ha aderito al Psd.
A 29 anni, il futuro successore di Romano Prodi è diventato segretario di stato aggiunto al ministero degli interni e due anni più tardi segretario di stato agli affari esteri assumendo, nel 1992, il comando della diplomazia portoghese.
Dal marzo del 2002, nominato primo ministro, adotta una politica di austerità per riportare il deficit del suo paese sotto il limite del tre per cento fissato dal patto di stabilità.
Nel marzo del 2003 organizza alle Azzorre l'incontro tra George Bush, Tony Blair e Josè Aznar, che precede il via alle operazioni militari contro l'Iraq delle quali è pieno sostenitore.
Il premier evita di comparire nelle 'foto di famiglia' del presidente Usa e i leader britannico e spagnolo, anche se l'organizzazione del mini-vertice è stata molto criticata in Portogallo, dove in quel momento quasi il 90% dell'opinione pubblica era contro l'attacco a Baghdad.
Poliglotta - parla molto bene inglese, francese, spagnolo - Barroso si dichiara un deciso sostenitore dell'Ue, ma è considerato nello stesso tempo vicino alle posizioni americane.
Nelle recenti elezioni europee il Psd, del quale ha ancora la presidenza, ha subito una delle più pesanti sconfitte della sua storia.

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