Venerdì 17 Settembre 2021 | 13:03

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Gaza nel caos, governo palestinese in bilico

Dopo l'ondata di sequestri dei giorni scorsi, il presidente palestinese Yasser Arafat ha decretato questa mattina lo stato di emergenza. Tutti gli edifici pubblici sono presidiati
GAZA - Il presidente palestinese Yasser Arafat ha decretato questa mattina lo stato di emergenza a Gaza dopo un'ondata di rapimenti da parte dei gruppi armati che ha evidenziato una situazione di caos crescente nella Striscia.
Il governo del premier Abu Ala è stato convocato per una riunione urgente questo pomeriggio. Circolano voci di possibili dimissioni del capo del governo.
Ieri un gruppo armato vicino al movimento Al Fatah di Arafat ha rapito poco dopo mezzogiorno alla periferia di Gaza City il capo della polizia palestinese Ghazi Jabali. I rapitori hanno detto di avere voluto protestare contro la corruzione dell' amministrazione palestinese e l'assenza di riforme interne da parte di Arafat. Il capo della polizia è stato liberato dopo 4 ore grazie all'intervento dello stesso Arafat. In serata un altro gruppo armato ha rapito il colonnello palestinese Khaled Abu Al-Oula, responsabile del collegamento con l'esercito israeliano nel settore sud di Gaza. L'uomo è stato liberato questa mattina. Anche i suoi rapitori chiedevano posti di lavoro, l'avvio di riforme e azioni contro la corruzione. Le stesse richieste avanzate da un altro gruppo armato, le Brigate di Abu Rish, che nella notte hanno sequestrato per alcune ore a Khan Younis, nel sud della Striscia, quattro cooperanti francesi e un loro collaboratore palestinese.
Le forze di sicurezza palestinesi sono state poste in stato di allerta da questa mattina. Gli edifici pubblici vengono presidiati. «Lo stato di emergenza è stato dichiarato nella Striscia di Gaza per contrastare la situazione di caos», ha dichiarato un portavoce. Nella notte due dirigenti della sicurezza palestinese si sono dimessi polemicamente: in una lettera inviata a Arafat i capi della sicurezza preventiva di Gaza Rashid Abu Shbak e dei servizi segreti Amin Hindi hanno denunciato il caos crescente nella Striscia e l'assenza di riforme da parte dei vertici palestinesi.
La crisi interviene pochi giorni dopo la pubblicazione di un rapporto estremamente critico nei confronti di Arafat dell' inviato Onu per il Medio Oriente Terje Roed-Larsen. In un documento trasmesso al consiglio di sicurezza Onu il diplomatico norvegese ha denunciato «la passività e l'inazione» dell' anziano rais, mentre nei territori cresce «il caos» e «l'autorità legale sta rapidamenete cedendo il passo al potere montante delle armi, dei soldi, della intimidazione».
Arafat finora si è opposto alle riforme interne chieste dalla comunità internazionale, per la lotta contro la corruzione endemica nell'amministrazione palestinese e per la riforma dei servizi di sicurezza, rifiutando inoltre di cederne il controllo al governo di Abu Ala. Negli ultimi due anni la situazione della sicurezza nei territori, dove spadroneggiano praticamente indisturbati i gruppi armati, si è fortemente degradata. Stando a diversi osservatori a Gaza è inoltre in corso una lotta sotterranea di potere in previsione del ritiro delle colonie e delle forze militari israeliane, previsto per l'autunno del 2005 dal piano di disimpegno del capo del governo di Gerusalemme Ariel Sharon.

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