Sabato 25 Settembre 2021 | 14:24

NEWS DALLA SEZIONE

ALGHERO
Puigdemont, 'sto bene, ad Alghero sono come a casa'

Puigdemont, 'sto bene, ad Alghero sono come a casa'

 
TUNISI
Covid:da Gruppo San Donato altri 20mila lt ossigeno a Tunisi

Covid:da Gruppo San Donato altri 20mila lt ossigeno a Tunisi

 
PECHINO
Huawei: portavoce Cina, 'bentornata a casa Meng Wanzhou'

Huawei: portavoce Cina, 'bentornata a casa Meng Wanzhou'

 
ROMA
Afhanistan: Khan, aiuti umanitari o 90% sotto soglia povertà

Afhanistan: Khan, aiuti umanitari o 90% sotto soglia povertà

 
Islanda oggi al voto, maggioranza guidata dai verdi rischia

Islanda oggi al voto, maggioranza guidata dai verdi rischia

 
WASHINGTON
Liberati due canadesi in Cina dopo rilascio Lady Huawei

Liberati due canadesi in Cina dopo rilascio Lady Huawei

 
WASHINGTON
Afghanistan: Usa varano deroghe a sanzioni per aiuti umanitari

Afghanistan: Usa varano deroghe a sanzioni per aiuti umanitari

 
WASHINGTON
Canada: Chiesa cattolica chiede scusa per abusi su nativi

Canada: Chiesa cattolica chiede scusa per abusi su nativi

 
L'AVANA
Cuba: liberata dopo breve detenzione la dissidente Soler

Cuba: liberata dopo breve detenzione la dissidente Soler

 
BOLOGNA
Zaki: Amnesty, preoccupati e preparati a scenario peggiore

Zaki: Amnesty, preoccupati e preparati a scenario peggiore

 
ROMA
Germania: sondaggio, è testa a testa tra Cdu e Spd

Germania: sondaggio, è testa a testa tra Cdu e Spd

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Iraq - Il contigente filippino si ritira

Il governo delle Filippine ha ufficialmente annunciato di aver richiamato in patria il comandante del proprio contingente umanitario in Iraq, generale di brigata Jovito Palparan, in tutto sono 51 gli uomini
MANILA - Il governo delle Filippine ha ufficialmente annunciato di aver richiamato in patria il comandante del proprio contingente umanitario in Iraq, generale di brigata Jovito Palparan, e altri dieci membri dello stesso, forte in totale di 51 uomini; i restanti dei quali saranno fatti partire «fra breve": inizia così, di diritto e di fatto, il ritiro delle pur sparute forze di Manila dal Paese arabo, come ingiunto dai sequestratori che tengono in ostaggio Angelo de la Cruz, il camionista di 46 anni, padre di otto figli, minacciato di decapitazione. Per gli Stati Uniti, che infatti hanno reagito con veemenza alla decisione dell'alleato asiatico, si tratta di un altro duro colpo, dopo l'abbandono del teatro iracheno da parte della Spagna, dell'Honduras, della Repubblica Dominicana, del Nicaragua, e con ulteriori Paesi attualmente coinvolti nell'occupazione pronti a fare altrettanto in termini più o meno brevi.

In concreto la partenza del generale Palparan e degli altri dieci componenti della spedizione avverrà oggi stesso, come precisato in un discorso in diretta televisiva dal ministro degli Esteri filippino, Delia Albert: «Il governo», ha dichiarato davanti alle telecamere Albert, «ha richiamato il capo del nostro contingente umanitario in Iraq. Egli partirà in giornata insieme ad altri dieci membri del contingente medesimo. I membri restanti lasceranno l'Iraq a breve termine», ha aggiunto. «Nel frattempo proseguiranno gli sforzi per garantire il rilascio di Angelo, sano e salvo». Il ministro non ha tuttavia specificato se il ritiro sarà effettivamente completato entro la scadenza ultima indicata dai rapitori per non giustiziare l'ostaggio, coincidente con la fine di questo mese. Fonti militari dal canto loro hanno riferito che due aerei cargo c-130 sono già pronti a Manila per evacuare le truppe di stanza in Iraq, precisando però che il primo scaglione potrebbe essere rimpatriato a bordo di un normale volo di linea.
Ieri sera era stato mostrato in tv un messaggio video in cui de la Cruz, vivo e vegeto, assicurava di stare bene, ringraziava il governo per la decisione di richiamare il contingente e rincuorava i familiari, dicendo loro di aspettarlo «presto». Questi ultimi nondimeno hanno di nuovo sollecitato la presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, a non venire meno all'impegno preso di abbandonare la missione nel Paese arabo al fianco degli Usa. «Liberatelo!», ha esortato il fratello minore del prigioniero, Francisco de la Cruz. «Noi», ha comunque sottolineato, «abbiamo fiducia nel presidente Arroyo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie