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Sharon e Peres trovano l'accordo su Gaza

Il premier israeliano, perso l'appoggio dell'estrema destra, ha incassato il sì al piano di ritiro dall'opposizione laburista, che rivuole il dialogo con i palestinesi
TEL AVIV - Primo colloquio ufficiale questa mattina a Gerusalemme fra il premier israeliano Ariel Sharon e il capo dell'opposizione laburista Shimon Peres in vista della possibile costituzione di un governo di unità nazionale che conduca in porto lo storico piano di disimpegno da Gaza.
Sharon e Peres hanno parlato per 75 minuti. Il premier, ha indicato il portavoce del leader laburista Yoram Dori, ha formalmente invitato Peres ad «aprire la trattativa in vista di un ingresso del Labour nel governo». Sharon, ha aggiunto il portavoce, ha chiesto che le trattative «inizino il più presto possibile».
Peres, uscito sorridente dal colloquio ma senza fare dichiarazioni, deve riferire, probabilmente già questo pomeriggio, al gruppo parlamentare laburista sull'offerta del premier e chiedere un mandato per avviare la trattativa.
La manovra di avvicinamento fra i due grandi partiti israeliani - al governo insieme già dal 1999 al 2001, quando il Labour ha lasciato la coalizione in disaccordo con Sharon sulla gestione della intifada palestinese - si annuncia non facile.
All'interno dei due partiti, soprattutto nel Likud di Sharon, ci sono resistenze. Ieri 10 dei 40 parlamentari del Likud si sono riuniti a Gerusalemme per studiare come impedire l'alleanza. Si prevedono anche malumori e resistenze da parte degli attuali ministri che dovranno cedere il posto ai nuovi arrivati laburisti. Il caso di Silvan Shalom, attuale ministro degli esteri e barone del Likud, potrebbe essere il più difficile.
Il Labour dovrebbe chiedere la guida della diplomazia israeliana e un incarico di vicepremier per lo stesso Peres. Un dirigente del Likud vicino a Shalom, Uzi Cohen, ha fatto sapere questa mattina che se l'attuale ministro degli esteri perdesse il posto si scatenerebbe «la terza guerra mondiale». Difficoltà analoghe creerebbe la sostituzione di un altro barone del partito di Sharon, il ministro dell'economia Benyamin Netanyahou, la cui linea ultraliberista è fortemente criticata dai laburisti e dallo stesso Peres.
Il Labour dovrebbe ottenere in un governo di unità nazionale con il Likud e con i centristi dello Shinui, già alleati con Sharon, fra 6 e 8 ministri, su 21, portando nella coalizione (ora minoritaria con 59 seggi su 120 in parlamento) 19 deputati. I laburisti chiedono a Sharon, per entrare nel governo, che il piano di disimpegno da Gaza venga accelerato, e che la transizione nella Striscia sia oggetto di un negoziato con il premier palestinese Abu Ala. I laburisti vogliono anche una svolta 'socialè nell'attuale politica economica del governo.
UN MORTO NELLA STRISCIA, CONTATTI CON EMISATZSARI USA - Intanto nella Striscia di Gaza un palestinese di 70 anni è morto questa mattina a Khan Younis in una casa demolita dall'esercito israeliano, che ha affermato di avere distrutto diverse costruzione disabitate. Stando alla radio israeliana l'uomo, Mahmoud Khala Sallah, la vittima, si spostava su una sedia a rotelle. Fonti militari hanno indicato che una inchiesta è stata aperta sulla morte dell'anziano.
Nel pomeriggio sono previsti colloqui con i leader palestinesi e israeliani dei due emissari Usa giunti questa mattina in Israele, il 'numero duè del consiglio per la sicurezza nazionale Stephen Hadley e il responsabile per il Medio Oriente Elliott Abrahams. I due inviati Usa vedranno in particolare a Ramallah il premier palestinese Abu Ala, e poi a Gerusalemme Ariel Sharon.

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