Sabato 18 Settembre 2021 | 22:32

NEWS DALLA SEZIONE

WASHINGTON
Nyt, negoziati su sottomarini nascosti per mesi a Parigi

Nyt, negoziati su sottomarini nascosti per mesi a Parigi

 
WASHINGTON
Alta tensione a Washington, raduno destra a Capitol Hill

Alta tensione a Washington, raduno destra a Capitol Hill

 
TEHERAN
Iran: Khamenei, atleti non stringano la mano agli israeliani

Iran: Khamenei, atleti non stringano la mano agli israeliani

 
PARIGI
Covid: Francia, decimo sabato di cortei anti-green pass

Covid: Francia, decimo sabato di cortei anti-green pass

 
BUDAPEST
Ungheria: al via le primarie dell'opposizione per sfidare Orban

Ungheria: al via le primarie dell'opposizione per sfidare Orban

 
NEW YORK
Usa: ragazza scomparsa, sparito anche il fidanzato

Usa: ragazza scomparsa, sparito anche il fidanzato

 
JALALABAD
Afghanistan: diversi attentati a Jalalabad, almeno 2 morti

Afghanistan: diversi attentati a Jalalabad, almeno 2 morti

 
Macedonia Nord: a Tetovo proteste dopo strage ospedale

Macedonia Nord: a Tetovo proteste dopo strage ospedale

 
ROMA
Scontri tra polizia e manifestanti anti-lockdown a Melbourne

Scontri tra polizia e manifestanti anti-lockdown a Melbourne

 
PARIGI
Conclusa messa in sicurezza di Notre Dame, via al restauro

Conclusa messa in sicurezza di Notre Dame, via al restauro

 
CITTÀ DEL MESSICO
Venezuela:Maduro in Messico,prima volta estero da taglia Usa

Venezuela:Maduro in Messico,prima volta estero da taglia Usa

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Giallo a Mosca - Ucciso il direttore di "Forbes"

Il giornalista Paul Khlebnikov - 41 anni, cittadino americano - freddato in strada con quattro colpi di pistola sparati da due killer a bordo di un'auto. Aveva scritto inchieste contro il magnate Berezovski ed anche contro Putin
Mosca-Russia omicidio direttore giornale Forbes Paul Khlebnikov MOSCA - Aveva indagato sulle fortune di molti oligarchi del neocapitalismo russo, primo fra tutti il chiacchierato Boris Berezovski, e non aveva risparmiato stoccate neppure al potere politico di Vladimir Putin. Da qualche mese si era trasferito direttamente nella tana del lupo, a Mosca, per assumere la direzione della neonata edizione russa di "Forbes". E proprio a Mosca Paul Khlebnikov, 41 anni, giornalista d'assalto americano di antico lignaggio russo, è stato ucciso ieri sera dinanzi alla redazione della sua rivista.
A sparargli, da una Zhigulì scura, la vecchia 124 in versione sovietica, sono stati due misteriosi sicari che lo hanno centrato con 4 colpi di pistola. Khlebnikov ha fatto in tempo a invocare aiuto e a scambiare qualche frase con i passanti e i giornalisti che lo soccorrevano. «Gli ho chiesto chi potesse essere stato - ha raccontato uno dei suoi redattori, Aleksandr Gordeiev -, mi ha risposto: "Non lo so, non li ho mai visti"». Sono state forse le sue ultime parole. È morto in ambulanza, ancor prima di poter raggiungere l'ospedale.
Un delitto clamoroso, poiché colpisce un giornalista scomodo - e non è il primo -, ma anche perché questa volta la vittima è un cittadino statunitense.
Il caso è stato avocato immediatamente dal procuratore generale, Vladimir Ustinov, come altri omicidi eccellenti compiuti nel Paese negli ultimi anni. Omicidi rimasti del resto in larga parte irrisolti, compreso quello in cui cadde nel 1996 un altro americano, l'imprenditore alberghiero Paul Tatum, assassinato a Mosca nel pieno d'un conflitto d'affari con un ex partner ceceno. Anelli di una catena che continua ad allungarsi nella Russia di Vladimir Putin (proprio oggi l' eccentrico deputato e candidato sindaco di Vladivostok Viktor Cerepkov è stato ridotto in gravi condizioni da una bomba), con statistiche che indicano un peggioramento anche rispetto al decennio scorso malgrado gli slogan su ordine e legalità.
Il dossier Khlebnikov diventa ora una priorità per gli inquirenti. La procura ha annunciato il ritrovamento della Zhigulì incriminata e manifesta pochi dubbi sulla matrice dell'agguato: «Un omicidio su commissione legato con ogni probabilità all'attività professionale della vittima».
Trovare e inchiodare esecutori e mandanti appare però tutt'altro che scontato, mentre la caccia ai killer lanciata nella notte dalla polizia con il minaccioso nome di "operazione Vulcano-5" si è rivelata finora un buco nell'acqua.
Il vicedirettore di "Forbes" russa, Kirill Vishnepolski, ha detto di non poter «neppure immaginare chi abbia deciso questo crimine». Leondid Bershidski, editore della rivista, ha sottolineato che la testata non aveva pubblicato inchieste scottanti in queste prime settimane di vita e ha aggiunto: «Forse è stata l'azione preventiva d'un qualche uomo forte che non gradiva i progetti di "Forbes" in Russia per il futuro».
Nemici, Khlebnikov, se ne era fatti tuttavia parecchi anche nel passato. A cominciare da Boris Berezovski - finanziere e tessitore di intrighi nell'era di Boris Ieltsin, riparato più di recente in Gran Bretagna, con tanto di asilo politico, dopo aver rotto con Putin - al quale aveva dedicato una feroce biografia intitolata senza giri di parole "Il padrino del Cremino". Un lavoro pubblicato nel '97 da "Forbes" - e poi riprodotto in volume, sia in inglese sia in russo - che aveva dato origine ad una causa, vinta dal magnate dinanzi a un tribunale di Londra. Ma che non aveva fermato Khlebnikov.
Rampollo di una famiglia aristocratica dell'emigrazione "bianca" antibolscevica russa, Paul (Pavel per i nonni) era nato a New York, aveva approfondito gli studi sulla patria degli avi e ne aveva fatto l'oggetto della sua attività giornalistica durante i 13 anni di lavoro per "Forbes" in America. «Era un reporter superbo, che amava la Russia», ha detto con commozione Steve "Forbes". Un ammiratore dichiarato di Piotr Stolypin, riformatore dal pugno di ferro che aveva guidato il governo zarista all'alba del '900 prima d'essere ucciso dal terrorismo rivoluzionario, ma un critico severo del sistema di potere sovietico e di quello ("il racket", lo chiamava lui) nato dalle ceneri dell'Urss.
E così, dopo Berezovski, non erano mancate inchieste su altri potenti degli affari o della politica moscovita, né un libro di denuncia sulla guerra in Cecenia condotta dall'amministrazione Putin ("Conversazioni con un barbaro") scritto in forma di dialogo con un ribelle ceceno.
Da Londra, Berezovski non ha rinunciato a una stilettata sibillina nei confronti del giornalista ucciso che - ha detto - «descriveva i fatti in modo impreciso e spesso li inventava, cosa che a qualcuno non deve essere piaciuta». Ma s'è chiamato fuori con decisione dalla vicenda, evocando semmai oscure trame di apparati dello Stato e sottolineando che per lui il conflitto con Khlebnikov s'era chiuso in tribunale.
Resta il fatto che agguati e omicidi (seppure mai ricondotti a lui da elementi concreti) punteggiano il destino di persone che hanno incrociato la sua strada: da Vladislav Listiev, popolarissimo direttore della tv pubblica russa Ort ucciso nel '95 mentre gli contendeva il controllo della rete, fino al deputato Serghiei Iushenkov, freddato nel 2003 dopo aver fondato un partito liberale anti-putiniano che l'oligarca aveva inizialmente sostenuto e poi cercato di monopolizzare senza riuscirci.
A chi gli chiedeva se non avesse a sua volta paura di rappresaglie, Paul Khlebnikov aveva risposto, tra il serio e il faceto: «Ho un certo terrore». Era però convinto che le sue «fonti russe rischiassero di più». Sbagliava.
Alessandro Logroscino

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie