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«Via dalle nostre città le truppe della coalizione»

Abdulhamid, leader nel nuovo governo: «inaccettabile» che le forze multinazionali «proseguano con attacchi, perquisizioni domiciliari e pattugliamenti all'interno delle città irachene»

• Missione italiana: distrutti 230.000 ordigni, nessuno di tipo «proibito»
• Najaf, attentato contro polizia: un morto
• Oltre 1000 morti fra le perdite nella coalizione
BAGHDAD - Il leader del Partito islamico iracheno, formazione che partecipa al nuovo governo ad interim del premier Yiad Allawi, ha oggi chiesto che «tutte le forze militari straniere, senza nessuna eccezione, si ritirino dalle città e restino nelle loro basi».
Nel corso di un'intervista all'Ansa, Muhsin Abdulhamid, che rappresente l'ala sunnita moderata, ha affermato che «finora il passaggio della sovranità agli iracheni è avvenuto solo formalmente» e che dall'avvento del nuovo governo «non abbiamo ancora visto nell'atteggiamento della forza multinazionale il cambiamento che speravamo».
Il leader islamico Muhsin Abdulhamid, ex perseguitato durante il regime di Saddam Hussein, ha definito «inaccettabile» che le forze della coalizione internazionale «proseguano con attacchi, perquisizioni domiciliari e pattugliamenti all'interno delle città irachene». La loro funzione, secondo l'esponente politico, dovrebbe limitarsi «ad aiutare l'Iraq a ricostruire le sue forze di sicurezza e di polizia, cominciando con il restituirgli le armi pesanti».
«Tutte le forze straniere - ha proseguito - devono immediatamente allontanarsi dalle città e prepararsi gradualmente a lasciare il paese». Lo stesso Muhsin Abdulhamid ha tuttavia accettato che «il futuro governo» che nascera» dopo le elezioni programmate per il gennaio 2005, avrà il diritto di «raggiungere accordi di sicurezza» con le forze che partecipano alla coalizione.
Il leader del partito islamico iracheno ha infine denunciato la nascita nel paese di «fenomeni di integralismo religioso» che a suo dire verranno eliminati «non appena le forze straniere inizieranno il loro ritiro».

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