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Iraq - Marine decapitato? I terroristi smentiscono

Potrebbe essere stato solo un tragico scherzo on line l'annuncio della esecuzione di Wassef Ali Hassoun, il militare statunitense di origine libanese (e fede musulmana) che, disertore, è dal 21 giugno in mano agli estremisti islamici
BAGHDAD - Potrebbe essere stato solo un tragico scherzo on line l'annuncio della decapitazione di Wassef Ali Hassoun, il marine americano di origine libanese (e fede musulmana) dal 21 giugno in mano ai terroristi islamici in Iraq.
L'Armata Ansar al-Sunna, che ieri aveva apparentemente rivendicato l'uccisione dell'ostaggio diffondendo un comunicato su due siti Internet, oggi ha smentito la paternità di quel proclama: «La dichiarazione che veniva spacciata per nostra non ha nessun fondamento» ha detto il gruppo con un comunicato apparso, questa volta, sul suo portale. Fonti dell'esercito americano a Baghdad avevano ripetuto sin da ieri notte di non disporre «di alcuna prova» che dimostrasse la veridicità dell'annuncio e anche il ministero dell'Interno iracheno oggi ha ribadito che «l'informazione al momento non dispone di alcun riscontro».
A confermare l'uccisione del marine aveva invece provveduto in mattinata il ministero degli esteri libanese, e successivamente l'ambasciata del Libano a Baghdad. Conferme prontamente ritrattate dal ministro in persona, Jean Obeid, che, intervistato dalla televisione qatariota "Al Jazira", ha puntualizzato: «tutto ciò di cui disponiamo finora è la dichiarazione del gruppo coinvolto». Lo stesso gruppo che ha poi smentito a sua volta: «I nostri comunicati vengono pubblicati sul nostro sito ufficiale» hanno affermato i vertici di Ansar al-Sunna, con un tono piccato da ufficio stampa.
A prendere le distanze dalla tragica rivendicazione (che annunciava peraltro un video sull'esecuzione mai diffuso), sono stati anche i responsabili di uno dei due siti islamici sul quale i giornalisti di tutto il mondo avevano letto l'annuncio: «Noi non pubblichiamo mai materiale che inciti alla violenza, né comunicati o notizie di cui non sia verificata la fonte» si legge in una nota in lingua inglese apparsa sulla prima pagina del portale chiamato «il castello».
Il tragico comunicato sarebbe quindi apparso per errore nelle pagine del forum nel quale chiunque, attraverso una semplice registrazione anonima, può scrivere quel che vuole: gli amministratori del sito, che normalmente provvedono a selezionare il contenuto dei messaggi impostati, ieri sera erano assenti: «Il nostro controllo non può avvenire 24 ore su 24 - si sono scusati - ma è per questo che da molti anni invitiamo i media a non diffondere il materiale che ritrovano nel forum, perché farlo è irresponsabile, pericoloso e diffamatorio». I gestori del forum hanno annunciato che da oggi fermeranno l'attività del sito «per qualche giorno, almeno fino a quando tutti gli organi di informazione avranno potuto leggere questo nostro annuncio».
A spiegare il giallo del marine rimane così l'ipotesi che possa essersi trattato dello scherzo compiuto da uno qualunque fra le migliaia di arabi che frequentano ogni giorno questi forum on line. Sui due siti (anche il secondo, chiamato «ansarnet» e sul quale era apparso il proclama, è strutturato come un forum aperto), compaiono decine di messaggi in gran parte dedicati a tematiche religiose e al problema della «guerra santa». Fra le tante mail che vengono inviate, qualcuna offre persino la possibilità di scaricare musiche sacre e canti di battaglia.
La notizia della smentita da parte di Ansar al-Sunna è stata accolta dal comando americano a Baghdad con la stessa prudenza manifestata di fronte all'annuncio dell'avvenuta esecuzione: un ufficiale, con evidente ironia, ha detto che «l'esercito americano non ha ancora deciso di usare Internet come fonte per le sue dichiarazioni».
Carlo Bollino

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