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Iraq - Il governo varerà amnistia generale

Potrebbe coinvolgere anche i miliziani impegnati in combattimenti contro la coalizione internazionale. Continuano gli attacchi • 48 iraniani arrestati in Iraq
BAGHDAD - Il nuovo governo iracheno si prepara a varare un'amnistia generale che potrebbe coinvolgere anche i miliziani impegnati in combattimenti contro la coalizione internazionale. Il portavoce del governo, Georgis Sada, ha detto che il provvedimento potrebbe essere ufficializzato «entro pochi giorni».
«Noi vogliamo ridare una possibilità a tutti coloro che accettano di consegnare le armi e che accettano di riconoscere l'autorità del governo - ha spiegato Sada all'ANSA - e l'amnistia potrebbe essere estesa anche a chi ha lavorato nella resistenza e che credendo di essere nel giusto si è opposto alle forze straniere». Sada ha tuttavia escluso in modo categorico che il provvedimento di grazia possa riguardare anche i responsabili di omicidi: «In nessun modo potranno beneficiare dell'amnistia coloro che si sono resi responsabili di uccisioni o anche di crimini gravi come sequestri di persona - ha spiegato il portavoce - il provvedimento riguarderà invece coloro che per varie ragioni anche economiche hanno lavorato con la resistenza e che adesso, con la costituzione del nuovo governo, vogliono tornare a stare dalla parte degli iracheni».
L'annuncio dell'imminente amnistia offerta ai miliziani coincide con quello fatto dal primo ministro, Ayiad Allawi, sulla promessa di tregua e di disarmo che avrebbe ottenuto dal capo della guerriglia sciita Moqtada Al Sadr. «Ci sono segnali positivi sul disarmo di Al Sadr - ha confermato Sada - ma fino a questo momento non abbiamo alcuna presa di posizione ufficiale». Poi con un sorriso ha aggiunto: «Diciamo che stiamo aspettando».
La guerriglia irachena continua intanto a colpire in varie zone del paese anche, se almeno in apparenza, con minore incisività rispetto ai giorni scorsi. Un attentato kamikaze è stato sventato questa mattina contro una base della guardia nazionale irachena a Baquba, a nord di Baghdad: un uomo che parlava con accento arabo ma che secondo testimoni «non era iracheno» ha tentato di entrare nel comando a bordo di un vecchio fuoristrada carico di esplosivo. Un militare di guardia ha aperto il fuoco uccidendolo: nell'incidente sono morti anche due passanti.
Un gruppo armato ha sferrato un attacco anche contro la sede del Movimento di unità nazionale a Ramadi uccidendo quattro iracheni. La televisione qatariota Al Jazira ha diffuso infine la notizia di un'autobomba esplosa al passaggio di un convoglio americano ad Abu Ghraib, lungo la strada che conduce a Falluja, senza fornire dettagli su eventuali vittime. Fonti della polizia contattate dall'Ansa hanno invece detto che l'autobomba è stata in realtà «disinnescata appena in tempo» e che perciò anche questo attentato sarebbe fallito.
Resta intanto un mistero la sorte dell'ostaggio americano di origine libanese di cui ieri i sequestratori avevano annunciato la decapitazione. In mattinata si sono susseguite informazioni contrastanti. Prima il ministero degli esteri libanese, e l'ambasciata libanese a Baghdad hanno confermato la sua morte, mentre i militari americani dicevano di non averne conferma. Poi il ministro degli esteri libanese stesso ha detto anche lui che per ora conferme non ce ne sono.
Carlo Bollino

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