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Ed il Belgio scopre un nuovo "mostro"

Nelle Ardenne il guardaboschi Michel Fourniret, 62 anni, ha fatto recuperare alla polizia i cadaveri di una ragazza e di una bambina da lui violentate ed uccise
BRUXELLES - I due cadaveri di una bambina e di una ragazza, disseppelliti tra ieri e oggi nella tenuta di Sautou, hanno confermato le macabre confessioni del guardaboschi Michel Fourniret, aprendo una serie di inquietanti interrogativi sul reale numero di vittime del serial killer pedofilo. Gli inquirenti non sono infatti convinti che i nove omicidi di cui Fourniret si accusa, e il decimo che la moglie gli contesta, siano tutti quelli realmente commessi tra il 1987 e il 2001.
A preoccupare i magistrati del Belgio e della Francia (paese in cui con tutta probabilità dovrebbe svolgersi il processo a suo carico) è il lungo periodo di inattività tra il 1990 e il 2000, che emerge dai racconti del guardaboschi francese e che frappone circa dieci anni tra le due serie di omicidi.
A questa improvvisa e prolungata pausa «purtroppo non crede nessuno» ha indicato oggi il procuratore belga Cedric Visart de Bocarme, ed anzi «la paura è che ci siano altri fatti, che potrebbero portare ad altre confessioni da verificare, e che la lista si allunghi pericolosamente».
Gli investigatori non hanno dubbi sul fatto che quella emersa finora sia solo una parte dei macabri crimini di Fourniret: «ci sono cose che ancora non conosciamo» hanno ammesso, sottolineando che tanto Fourniret quanto sua moglie, Monique Olivier, hanno già indicato molti altri luoghi in Belgio e in Francia in cui sarebbero seppellite altre vittime e in cui sarà necessario effettuare delle verifiche.
Per il momento, gli scavi nel castello degli orrori di Fourniret - acquistato nel 1988 dal guardaboschi nella cittadina francese di Donchery, nelle Ardenne al confine tra Francia e Belgio - hanno offerto un punto di partenza solido alle indagini, ed è da lì che gli inquirenti intendono ripartire per cercare di svelare i segreti del killer delle Ardenne.
Le analisi ufficiali confermano che i due corpi ritrovati sono quelli della studentessa francese di 22 anni, Jeanne-Marie Desramault, e della bambina belga di 12 anni Elisabeth Brichet, entrambe scomparse nel 1989. Restano ancora da trovare prove e riscontri delle altre vittime che Fourniret ha confessato di aver ucciso, e dell'omicidio di cui sua moglie lo accusa, ma che lui nega.
Secondo le ricostruzioni più attendibili, la sequela di violenze sessuali ed omicidi comincia alla fine degli anni '80, con quattro ragazze francesi (Fabienne Leroy di 20 anni, Natacha Danais e Isabelle Laville, 17 anni, e Jeanne-Marie Desramault, 22) e con la violenza e l'omicidio della bambina belga Elisabeth Brichet.
Seguono, tra la fine degli anni '80 e l'inizio del '90, l' omicidio di un automobilista in un'area di servizio di un' autostrada in Francia e della donna di un suo ex compagno di cella. In quegli stessi anni, secondo le accuse rivolte a Fourniret dalla moglie Monique Olivier, l'uomo avrebbe ucciso anche una ragazza alla pari di 16 anni, che per un periodo aveva abitato con loro.
La sequela di omicidi, dopo un periodo di apparente calma tra gli anni '90 e gli inizi del 2000, sarebbe poi proseguita: Fourniret avrebbe rapito, violentato e quindi strangolato Francais Celeine Saison, una ragazzina francese di 18 anni, e Mayana Thumpong, una bambina di 13 anni, sepolte poi in un bosco alla frontiera tra Francia e Belgio, nelle Ardenne.
Dalle prime ricostruzioni dell'attività e degli spostamenti di Fourniret, per il momento non sembra che la sua scia di violenza e sangue sia collegata a quella di Marc Dutroux, l' altro mostro pedofilo attivo nello stesso periodo in Belgio. Per il momento gli inquirenti non avrebbero trovato collegamenti diretti tra i due assassini e violentatori, anche se l'ipotesi non è stata esclusa ufficialmente.
Oltre a quelli sul vero numero di vittime, restano ancora aperti gli inquietanti interrogativi anche sul fatto che Fourniret, pur essendo finito in carcere a più riprese in Francia (alla fine degli anni '60 l'uomo era stato condannato per violenze su minori, quindi nel 1987 era stato riconosciuto colpevole di atti di pedofilia), era sconosciuto alla giustizia del Belgio - dove si è trasferito alla fine degli anni '80 dopo aver scontato sette anni di carcere in Francia - al punto da aver ottenuto per un certo periodo, insieme alla moglie, la custodia della scuola comunale del paesino di Sart Custinne, dove risiedeva.
Michele Cercone

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