Domenica 26 Settembre 2021 | 21:35

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Alta tensione in Iraq. Si prepara intervento Nato?

Il primo ministro iracheno Iyad Allawi ha chiesto l'intervento dell'Alleanza atlantica nella fase di normalizzazione dell'area, tanto più pericolosa in questi cinque giorni che mancano al passaggio di sovranità Un «Si» ancora non ufficiale dalla Nato, la risposta definitiva lunedì
BAGHDAD - Polizia irachena e forze della Coalizione sono in allerta per probabili nuovi attentati nei prossimi cinque giorni che mancano al passaggio di sovranità in Iraq, dopo una serie di attacchi coordinati ieri nei quali quasi cento persone sono morte e oltre 300 sono rimaste ferite.
Posti di blocco sono stati rafforzati nella nottata intorno alla capitale, dove 8 milioni di abitanti celebrano oggi il giorno di festa, i musulmani con preghiere nelle moschee. Tre poliziotti sono morti a Baquba oggi. Negli attacchi di ieri, rivendicati da un gruppo legato alla rete terroristica al Qaida, il bersaglio erano stazioni di polizia, guardie nazionali, militari iracheni, cioè coloro che dovrebbero mantenere la stabilità nel Paese per permettere una transizione alla democrazia.
Nel sud, il leader ribelle radicale sciita Moqtada al Sadr, annunciando una tregua nelle operazioni militari a Sadr City, il quartiere sciita di Baghdad, si è detto pronto a collaborare per proteggere le installazioni vitali attaccate da «terroristi». Il massimo stato d'allerta è stato dichiarato a Kirkuk, nel nord, nel timore di sabotaggi agli oleodotti, come quelli che a Bassora la scorsa settimana hanno bloccato per sei giorni le esportazioni di greggio, o attentati contro la polizia. Cinquemila agenti sono stati inviati nei punti più delicati.
Ieri gli attacchi hanno sconvolto le città di Mossul - sette esplosioni, fra cui cinque autobombe guidate da kamikaze hanno ucciso oltre 60 persone e ferite più di 220 - Baquba e Ramadi. Mentre Falluja è stata teatro di violenti combattimenti tra guerriglieri e soldati americani, che sono proseguiti sporadicamente durante la notte. Due i morti e sette feriti iracheni.
Il primo ministro iracheno Iyad Allawi, minacciato di morte in una registrazione attribuita al presunto terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi ha promesso di «eliminare» i responsabili della violenza che, ha detto, «crescerà» prima del 30 giugno, quando l'amministrazione delle forze di occupazione trasferirà la sovranità al governo ad interim. La Cia ritiene che la voce sia quella di Zarqawi.

Dagli Usa, il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano George W. Bush, Condoleezza Rice, ha detto che gli autori degli attentati cercano di far deragliare il processo democratico in Iraq. Questo rende necessaria una partecipazione della Nato alla formazione delle forze dell'ordine irachene, ha aggiunto. Un contributo chiesto dal premier iracheno e al quale il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha risposto ieri dicendo che l'Alleanza atlantica non può «sbattere la porta in faccia» al nuovo governo iracheno. Scheffer ha parlato a una conferenza stampa in previsione del vertice Nato in programma lunedì e martedì prossimi settimana a Istanbul, al quale Allawi non parteciperà.
Bush, in una movimentata intervista con la rete televisiva irlandese Rte, ha nuovamente difeso le sue scelte in Iraq, ripetendo che il mondo «è più sicuro» dopo l'intervento. Opinione che in questo momento gli iracheni hanno difficoltà a condividere.
Il generale americano George Casey, nominato al comando della forza multinazionale in Iraq, ha affermato davanti al Congresso che le truppe americane continueranno a beneficiare dell'immunità giuridica.

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