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Strage nel «Triangolo sunnita»

A sei giorni dal passaggio di sovranità dalle forze di occupazione al governo iracheno provvisorio, terrorismo e guerriglia portano una serie di attacchi apparentemente coordinati contro stazioni di polizia e guardie irachene con almeno 88 morti e oltre 300 feriti
BAGHDAD - Alba di fuoco oggi in Iraq. A sei giorni dal passaggio di sovranità dalle forze di occupazione al governo provvisorio, terrorismo e guerriglia danno fiamme all'Iraq, con una serie di attacchi simultanei e apparentemente coordinati contro stazioni di polizia e guardie irachene nelle città sunnite del nord e a Baghdad che hanno fatto almeno 88 morti, inclusi tre soldati americani, e oltre 300 feriti. E il peggio deve ancora venire, dice il primo ministro ad interim Ayad Allawi.
Allawi non ha dubbi le cinque autobombe contro uffici di polizia che hanno ucciso 44 persone e ferite 216 a Mossul, a 390 chilometri a nord della capitale, sono opera di Ansar al Islam, (i partigiani dell'Islam), che secondo il Dipartimento di Stato americano è un'organizzazione terroristica legata al giordano Au Musab al Zarqawi, la mente di al Qaida in Iraq. Il gruppo era attivo nel nord est del Paese prima di essere sconfitto dall' esercito americano, allora aveva tra i 700 e i 900 membri, soprattutto curdi e arabi, addestrati in Afghanistan.
Mentre attentati e combattimenti di oggi a Ramadi, Baquba, Baghdad e Falluja, che hanno fatto 41 morti e 104 feriti , hanno coinvolto nostalgici del defunto regime di Saddam Hussein, ha detto Allawi. Ma a Baquba, 60 chilometri a nord di Baghdad, dove una stazione di polizia è stata assaltata con fucili e granate Rpg, testimoni raccontano che uomini armati, molti con una fascia in testa gialla con il nome Saraya al Tawhid e Jihad, Battaglione di Unità e guerra santa, hanno preso il controllo del principale incrocio dopo l'attacco all'alba.
Un nome molto simile al Jamàat al Tawhid e Jihad del gruppo di Zarqawi, che ha rivendicato la decapitazione due giorni fa di un ostaggio sud coreano e molti altri attacchi e che oggi ha rivendicato molti degli attacchi con un messaggio su Internet. Volantini firmati dal gruppo sono stati distribuiti alla popolazione: «La carne dei collaboratori è più gustosa di quella degli americani».
Sempre a Baquba, in un'imboscata della guerriglia, sono stati uccisi due soldati americani. Almeno un altro è rimasto ferito. Bombardieri americani sono stati chiamati in aiuto e hanno lanciato bombe su insorti vicino allo stadio.
Un altro soldato americano è morto a Mossul. A Baghdad, un kamikaze si è lanciato contro un posto di blocco uccidendo uomini della guardia nazionale.
Ribelli hanno sparato colpi di mortaio contro due stazioni di polizia e la sede di ufficiali della sicurezza pubblica a Ramadi, a 110 chilometri a ovest di Baghdad. Con una dichiarazione su un sito Internet, il gruppo di Zarqawi ha rivendicato gli attentati di oggi: «I vostri fratelli della Jamàat al Tawhid e Jihad hanno lanciato un assalto a largo raggio contro diversi governatorati, con attacchi a agenti apostati e spie, l'esercito iracheno e i loro fratelli americani.... a Mossul, Baquba e Ramadi». La dichiarazione invita gli iracheni a stare lontana dai «collaborazionisti».
Prima del 30 giugno, sostiene Allawi forse per precauzione psicologica, la situazione non potrà che peggiorare: «Pensiamo che ci sarà un'escalation nei prossimi giorni, il popolo iracheno deve serrare i ranghi e dare informazioni su questi criminali».
Una collaborazione, di informatori iracheni, auspicata anche dalle forze armate americane, che oggi hanno combattuto a Falluja, il feudo sunnita a 50 chilometri a ovest di Baghdad, dove questa settimana hanno compiuto due incursioni contro presunti covi di Zarqawi, uccidendo 44 sospetti terroristi. Erano tutti civili, sostengono i residenti della città, il cui controllo, passato in teoria alla polizia irachena a maggio dopo tre settimane di assedio americano, è di fatto nelle mani di religiosi fondamentalisti ed ex membri del partito Baath.
Nei combattimenti di oggi, cominciati secondo testimoni con un attacco ad un convoglio americano sulla strada per Baghdad, un elicottero americano è stato abbattuto, ma non ci sono vittime. Nel pomeriggio, dopo un intervento dei religiosi e una comunicazione dai minareti delle moschee, è tornata la calma.
Questo primo inusuale coordinamento di attacchi nel cosiddetto triangolo sunnita (Falluja, Ramadi, Baaquba) e a Mossul sembrerebbe confermare i timori di un'offensiva generalizzata per minare il passaggio di poteri ad un governo transitorio. Il premier Ayad Allawi ha minimizzato due minacce di morte, ricevute via Internet e televisione, affermando che la sua determinazione a portare la democrazia in Iraq resta immutata.
L'ultima minaccia, in una videocassetta trasmessa dalla televisione in lingua araba al Arabiya, arriva da un gruppo finora sconosciuto che sostiene di rappresentare la resistenza irachena e le fazioni della Jihad (guerra santa). Il video mostra dieci uomini incappucciati, alcuni con lanciagranate Rpg, in piedi, dietro all'uomo che pronuncia il messaggio, seduto a un tavolo su cui è posata, sembrerebbe, una copia del Corano. Il gruppo mette in guardia il primo ministro dall'imporre leggi di emergenza in «alcune aree» del Paese, come annunciato. Altre armi sono posate sul tavolo. Zarqawi, in una registrazione a lui attribuita aveva a sua volta minacciato di uccidere Allawi e di intensificare la campagna di decapitazioni.
Da Bruxelles, il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha ribadito oggi che l'Alleanza atlantica non può «sbattere la porta in faccia» al nuovo governo iracheno che ha appena chiesto «assistenza tecnica» soprattutto per addestrare il suo nascente esercito di 200.000 effettivi. Scheffer ha tenuto oggi una conferenza stampa in previsione del vertice Nato in programma la prossima settimana a Istanbul, al quale non parteciperà Allawi.
Barbara Alighiero

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