Martedì 28 Settembre 2021 | 04:09

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Marinai inglesi armati fino ai denti fermati in Iran

Erano a bordo di tre imbarcazioni in acque territoriali iraniane e si sarebbero così giustificati: ci siamo persi. Teheran vuole vederci chiaro e annuncia che saranno processati
LONDRA - La Gran Bretagna ha reso noto di aver chiesto chiarimenti a Teheran riguardo la notizia diffusa stamane dal canale satellitare al-Alam, secondo cui gli otto marinai arrestati ieri in acque territoriali iraniane saranno processati. «Vogliamo che gli iraniani spieghino esattamente che cosa intendono con questo», ha riferito un portavoce del Foreign Office britannico. «Devono dare risposte alle nostre domande e stiamo spingendo per ottenerle».
A bordo di tre imbarcazioni della Marina, gli otto militari britannici erano entrati ieri, apparentemente per un errore di rotta, nelle acque territoriali della Repubblica islamica nello Shatt el Arab, al confine con l'Iraq.
La notizia del procedimento giudiziario è stata data da un fonte militare al canale satellitare in lingua araba, un canale che dipende dalla televisione di Stato del regime degli ayatollah. Secondo la tv, i marinai arrestati hanno già «confessato» di esser sconfinati: «Erano circa 1.000 metri all'interno delle acque territoriali iraniane», ha rivelato la fonte. Mentre l'ambasciata britannica sta cercando di entrare in contatto con i militari, stamane l'incidente è stato oggetto di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri G.B., Jack Straw, e il suo omologo iraniano, Kamal Kharrazi.
L'ambasciata britannica a Teheran ha cercato invano di mettersi in contatto con i marinai o di sapere dove siano rinchiusi.
Nel dare la notizia del processo, la tv al-Alam ha anche mostrato le immagini degli otto soldati: gli uomini indossano magliette e pantaloni mimetici, hanno un'espressione seria e appaiono disarmati. Gli iraniani sostengono che fossero impegnati in qualche operazione segreta di spionaggio; e a riprova citano il fatto che le loro imbarcazioni erano cariche di armi, telecamere e mappe dettagliate delle zone di confine tra Iran ed Iraq. Accuse che vengono negate con forza da Londra: secondo il ministero della difesa, i militari -un gruppo di addestramento della Marina Reale- stavano semplicemente trasferendo un'imbarcazione dal porto di Umm Qasr a Bassora quando sono stati arrestati.
L'incidente arriva in un momento di forte tensione tra Gran Bretagna e Iran. Londra ancora spera in una soluzione rapida della crisi diplomatica, ma le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite da quando il governo britannico ha mostrato il muro duro per fermare il programma di riarmo nucleare iraniano.
In particolare, Londra -che accusa il governo di Teheran di esser troppo poco collaborativo con gli ispettori dell'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica- ha ispirato, insieme a Washington, una risoluzione di forte critica al regime degli ayatollah. Una tensione che, a maggio, in concomitanza con l'assedio Usa alle città sante scite in Iraq, è sfociata in una serie di manifestazioni di protesta a Teheran, che hanno preso di mira la stessa ambasciata britannica.

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