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Attacco ceceno in Inguscezia: 48 morti

I guerriglieri hanno attaccato la notte scorsa la capitale Nazran, Karabulak e il villaggio di Leptoskaia. Ucciso ministro dell'Inteno e suo vice
MOSCA - La guerriglia cecena ha sferrato questa notte un attacco senza precedenti contro la confinante repubblica autonoma russa dell'Inguscezia, uccidendo almeno 48 persone, in gran parte funzionari del ministero dell'interno fra cui il ministro Abukar Kostoev e il suo vice e capo della polizia Ziautin Katiev.
Circa 200 ribelli armati con armi automatiche, lanciarazzi e lanciagranate hanno sferrato un raid su un largo fronte dalla capitale Nazran a Karabulak, da Troitskoi ai villaggi di Sleptsovskaia e Troickaya fino alla superstrada Rostov-Baku. A Nazran è stata occupata per breve tempo la sede del ministero dell'interno e i ribelli si sono impadroniti di armi e munizioni. Attaccati vari comandi e caserme di polizia in varie località, alcune sono state incendiate o distrutte.
Le autorità parlano di 48 morti, di cui 23 funzionari e alti funzionari della sicurezza e governativi e il resto civili, e di oltre 60 feriti. Tra le vittime anche i due principali procuratori della repubblica e diversi alti funzionari. L'agenzia cecena Kavkaz afferma invece che i morti e i feriti, tutti membri delle forze ingusce, sarebbero «alcune centinaia» di cui 30 uccisi a Nazran e «molte decine» nelle altre località. Nessuna vittima apparentemente fra i guerriglieri, tra i quali vi sarebbero soprattutto elementi ingusci e che si sono ritirati dopo alcune ore verso sud.
Il governo inguscio ha detto che la situazione è tornata sotto controllo ma combattimenti sono segnalati ancora intorno al villaggio di Galashki, una ventina di chilometri da Nazran dove, secondo fonti militari russe, un «nutrito» gruppo di guerriglieri sarebbe stato bloccato da reparti delle forze speciali del ministero dell'interno inguscio. Un attacco della guerriglia è stato segnalato, ma al riguardo le informazioni sono scarse, anche nel vicino Daghestan dove due ribelli sarebbero stati uccisi. Sul corpo di uno di essi sarebbe stata trovata una cintura esplosiva da Kamikaze.
Il presidente russo Vladimir Putin che ha avuto una serie di conversazioni telefoniche col presidente inguscio Murat Zyazikov ha ordinato l'invio immediato di rinforzi dell'esercito federale parte di quali sono già giunti a Nazran. Zyazikov ha dichiarato tre giorni di lutto accusando le forze che vogliono destabilizzare la repubblica e il Caucaso.
Vladimir Yakovlev, rappresentante di Putin per la Cecenia, e il ministro dell'interno ceceno Alu Alkhanov hanno ipotizzato che l'operazione, definita un «atto terroristico» sia stata ordinata dal leader indipendentista Asklan Mashkadov. In una recente intervista, Mashkadov aveva affermato che la guerriglia aveva i mezzi per concentrarsi su operazioni più importanti e focalizzate sul piano militare, invece che di semplice «sabotaggio». L'organizzazione del raid sarebbe invece stata preparata dal principale comandante militare della guerriglia Shamil Basayev.
Si tratta della più importante operazione della guerriglia dopo l'attentato che il 9 maggio scorso uccise a Grozny il presidente ceceno filorusso Akhmad Kadyrov e ferì gravemente il comandante in capo delle forze russe in Cecenia. E la più importante azione militare dopo che Basayev negli anni scorsi aveva annunciato l'estensione del conflitto a tutto il Caucaso.
Nel dicembre del 2003 un gruppo di una cinquantina di guerriglieri con a capo Ruslan Gelayev, successivamente rimasto ucciso in una differente azione, erano entrati in Daghestan uccidendo una decina di guardie di frontiera e tre militari. L'ultima incursione ribelle in Inguscezia, dove recentemente è stato chiuso l'ultimo campo profughi ceceno, risale al settembre 2002 quando il gruppo fu respinto e sterminato dai federali.

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