Lunedì 20 Settembre 2021 | 01:21

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Annan: «L'Onu non torna in Iraq»

Kofi Annan NEW YORK - Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan esclude un ritorno dell'organizzazione in Iraq nelle condizioni di sicurezza attuali, dichiarandosi «estremamente preoccupato». Annan s'è espresso dopo l'attentato di oggi a Baghdad che ha fatto decine di vittime.
«Ovviamente sono molto preoccupato per la situazione sul terreno in Iraq», ha spiegato Annan incontrando i giornalisti al Palazzo di Vetro. «Sono grato al Consiglio di sicurezza per avere inserito» nella risoluzione (la 1546 approvata la scorsa settimana), «che potremo andare quando "le circostanze lo permetteranno"», ha proseguito, «a tutt'oggi le circostanze non lo consentono e stiamo valutando la situazione con grandissima attenzione».
L'Onu chiuse la propria rappresentanza a Baghdad dopo il terribile attentato dell'agosto scorso, in cui perse la vita anche l'inviato speciale Sergio Vieira de Mello. «Vorrei chiedere con forza che si faccia tutto il possibile per rendere sicuro il paese», ha proseguito Annan, «non solo per permettere all'Onu di tornare, ma per la gente comune, per la ricostruzione e per la stabilità dell'Iraq».
Il responsabile delle Nazioni Unite ha spiegato che spera poi di annunciare presto il nome del suo nuovo rappresentante.
«Non ho deciso del tutto», ha detto, «ho un elenco e sto vedendo. Mi piacerebbe riuscire a designare qualcuno la settimana prossima o giù di lì».
Annan ha ammesso che trovare un successore di de Mello non è facile, vista la situazione in Iraq dove gli attentati sono all'ordine del giorno. «E' una scelta difficile», ha assicurato, «in alcuni casi i candidati avrebbero voluto, erano felicissimi quando ho prefigurato loro l'incarico, ma una settimana o due dopo sono venuti da me e mi hanno detto: «Ci sarebbe piaciuto farlo, ma le nostre mogli e le nostre famiglie non vogliono».

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