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Iraq - In corte marziale 4 militari britannici

Continua anche a Londra lo scandalo delle torture nei confronti dei prigionieri mediorientali. Gli accusati avrebbeo infangato la fama dei famosi "Royal Fusiliers" di Sua maestà. Ci sono prove fotografiche. Il processo sarà pubblico
LONDRA - Quattro militari britannici del reggimento dei Royal Fusiliers finiranno presto di fronte alla corte marziale dove dovranno rispondere dell'accusa di abusi nei confronti di alcuni prigionieri iracheni. Lo ha annunciato nel pomeriggio il procuratore generale Lord Goldsmith.
Le accuse nei confronti dei quattro includono aggressione e molestie sessuali che a quanto pare consistono nel fatto che i soldati avrebbero obbligato i prigionieri a compiere atti sessuali tra di loro. I quattro sono anche accusati di aver messo a repentaglio l'ordine e la disciplina tra i militari.
Lord Goldsmith ha sottolineato che le violenze sarebbero «avvenute in un luogo dove gli iracheni erano stati imprigionati temporaneamente, ma non in una prigione o in un centro di detenzione».
«Il caso include alcune prove fotografiche sviluppate in Gran Bretagna e consegnate alla polizia. La data per il processo deve ancora essere decisa. Il processo sarà pubblico», ha aggiunto Goldsmith.
Il procuratore generale ha sottolineato che il caso dei quattro soldati era già stato riferito dalla stampa e che ci sono «almeno quattro altri casi» che potranno finire sotto inchiesta e dinanzi alla corte marziale.
Goldsmith ha dichiarato inoltre che sarebbero circa 75 le accuse di maltrattamenti inflitti ai prigionieri iracheni da parte dei soldati britannici.
Un altro caso, che riguarda la presunta uccisione di un iracheno mentre l'uomo era agli arresti con altri connazionali, è stato riferito al pubblico ministero che ha chiesto a Scotland Yard di aprire un'inchiesta. Le accuse in questo caso erano già state respinte dall'ufficiale superiore del militare e per questo motivo il soldato non può essere giudicato dalla corte marziale.
I processi rappresentano la risposta del governo e dell'apparato militare britannico allo scandalo collegato alla divulgazione di fotografie e video che documentano le violenze perpetrate dai soldati statunitensi ai danni dei prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib: alcuni militari britannici sono stati accusati dello stesso crimine e Blair aveva già definito i presunti maltrattamenti da parte delle truppe di sue Maestà «assolutamente inaccettabili».
Un mese fa alcuni ufficiali delle truppe britanniche avevano addirittura pensato di sciogliere il Queen's Lancashire Regiment, il reggimento dell'esercito britannico finito nell'occhio del ciclone per le accuse del tabloid "Daily Mirror", secondo il quale diversi soldati dell'unità hanno raccontato di aver assistito a sevizie e torture sui detenuti da parte delle truppe che controllano il sud dell'Iraq.
Secondo alcuni ufficiali i problemi disciplinari sarebbero stati tanti e tali che quella sarebbe stata l'unica soluzione. All'epoca gli inquirenti avevano trasmesso solo due nomi agli avvocati dell'esercito per procedere con eventuali azioni legali. Ma, secondo fonti interne al reggimento, almeno cinque o sei membri dell'unità sarebbero stati coinvolti nell'inchiesta.

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