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Definitivi - Grecia, vittoria record dei conservatori

I conservatori del premier Costas Karamanlis hanno pressochè raddoppiato il distacco dall'opposizione socialista del Pasok rispetto alle politiche; massimo dei voti mai presi da un partito greco e di seggi mai ottenuti alle elezioni europee
ATENE - I conservatori greci del premier Costas Karamanlis hanno tutto da festeggiare, oggi: hanno pressochè raddoppiato il distacco dall'opposizione socialista del Pasok rispetto alle politiche, hanno stabilito il record di voti mai presi da un partito greco e di seggi mai ottenuti alle elezioni europee, e ricevuto un rinnovo di fiducia dagli elettori che li avevano mandati al governo a marzo.
«E'in pratica un nuovo mandato per portare avanti senza ostacoli, in maniera continua e coerente il programma elettorale di Nea Dimokratia (Nd). Il voto di ieri ha dato al partito di governo percentuali più alte e un distacco più forte dal principale partito di opposizione», ha commentato oggi il portavoce del governo Theodoros Roussopoulos. «E' la prima volta che un partito greco elegge 11 eurodeputati», sui 24 che ha ora il Paese (ne ha perso uno con l'allargamento), ha aggiunto ancora il portavoce. In serata Karamanlis incontrerà tutti i neo-europarlamentari di Nea Dimokratia.
Karamanlis, parlando a tarda serata dopo il voto, aveva detto che i greci chiedono una Grecia forte nell'Ue e un'Unione attenta ai cittadini, e che questa sarà la missione del suo partito (che fa parte del Ppe) a Strasburgo.
Con lo scrutinio a quasi il 100% dei seggi, Nd ottiene il 43,05% (il balzo in avanti rispetto al 1999 è del 7,05%) dei voti (11 seggi), il Pasok il 34,02 (8), il partito comunista Kke il 9,46% (3), la coalizione di sinistra Synaspismos il 4,15 (1) e il movimento di estrema destra Laos il 4,11% (1). Quest'ultima forza era al suo debutto nelle europee, ed è riuscita a mandare a Strasburgo il suo controverso leader Ghiorgos Karatzaferis, spesso accusato di razzismo ed antisemitismo. La partecipazione al voto è stata del 63,18%, la più bassa nella storia di qualsiasi elezione avvenuta nella Grecia democratica.
E proprio dell'astensione ha parlato il leader socialista Ghiorgos Papandreou, invitando a non fare raffronti con il voto politico di marzo - rispetto al quale i socialisti hanno perso il 6% dei voti, ma anche Nd è scesa di due punti - nel quale hanno preso parte molti più cittadini. Rispetto alle europee del 1999, dove aveva il 32,9% dei voti, il Pasok ha infatti anche aumentato i propri consensi, ma ha perso un seggio (ne aveva 9) andato ai comunisti, in sensibile ascesa. «La percentuale del popolo greco che ci ha onorato con il suo voto ci ha dato il dovere di andare avanti - ha affermato -Creeremo le condizioni per tornare a vincere. Lo faremo con procedure democratiche. Nuova democrazia non ha un assegno in bianco». Ma se numericamente e tecnicamente quello di ieri non è un tracollo, il sensibile calo rispetto al recente voto politico è un indicatore allarmante, e nelle file socialiste serpeggia l'incertezza: uno dei pezzi da novanta del Pasok, l'ex ministro della cultura Evangelos Venizelos, ha affermato oggi che «il risultato non può essere considerato soddisfacente». E tra i commentatori aumenta la convinzione che al congresso del partito che si terrà con ogni probabilità in ottobre, la «vecchia guardia» messa nell'angolo dal riformista Papandreou cercherà una rivincita. Intanto, un altro leader della sinistra, Nikos Costantopoulos del Syaspismos, ha annunciato che non cercherà la rielezione al Congresso del partito in autunno. Costantopoulos, la cui formazione ha perso un eurodeputato, ha negato che la decisione sia da collegare alla sconfitta elettorale.
Patrizio Nissirio

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