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Elezioni - Batosta per Blair

I labour scivolano come terzo partito inglese, ma si esclude che l'ondata negativa possa colpire Downing Street. Niente dimissioni quindi, le politiche sono il prossimo anno
LONDRA - Per il new labour di Tony Blair sono arrivate ore difficili. Dopo tanti sondaggi sono piombati ora i voti veri dei britannici che hanno punito il partito del premier ben al di là di qualsiasi pessimistica attesa soprattutto per le scelte fatte in Iraq.
Secondo le proiezioni della Bbc, i conservatori hanno raggiunto il 38% dei suffragi, secondi i liberal-democratici con il 30% e solo terzi i laburisti con il 26%. E' la prestazione peggiore di un partito al governo.
La batosta era stata ammessa ieri sera dallo stesso premier, negli Usa per il G8 prima ed i funerali di Donald Reagan oggi. La confermano gli esponenti di vertice del governo che però sostengono anche che la leadership di Blair non è a rischio.
Il ministro degli interni David Blunkett prima e quello degli esteri Jack Straw poi hanno escluso che l'ondata negativa possa colpire Downing Street anche perché, sostiene Blunkett, se è vero che il labour è «mortificato» per il risultato i conservatori «non hanno preso il volo».
Da parte sua Straw afferma che la poltrona di Blair è «assolutamente sicura» e che i voti in libera uscita oggi torneranno quando si dovrà discutere di problemi nazionali. Per lui i liberal-democratici sono infatti solo «un parcheggio» di protestatari temporanei mentre altre volte i conservatori sono andati bene alle elezioni locali ma sono stati sconfitti alle politiche.
E i tory lo ammettono. I risultati sono ottimi, sono «le fondamenta» da cui spiccare in futuro il volo, ma non c'è possibilità di trasferire i risultati di ora in proiezioni per le prossime elezioni politiche.
Il vice di Tony Blair, John Prescott, parla di un partito preso a calci dai suoi elettori e sostiene che l'Iraq è un «fattore cruciale» di questa reazione; ma le politiche sono un'altra cosa. Lì - dice- si discute di cose concrete a cominciare dai servizi pubblici. L'Iraq è stata «una nuvola» che ha offuscato queste elezioni ed ora tocca al partito rimboccarsi le maniche e mostrare che sulle cose di casa la ricetta del new labour è quella giusta e che va confermata. E poi - aggiunge ancora Prescott - il leader dei conservatori ha poco da giubilare perchè non ha raggiunto i risultati necessari per governare.
In molti vanno con la memoria alle elezioni amministrative del 2000 quando l'allora leader tory William Hague aveva raggiunto la stessa percentuale del 38% nella amministrative ma aveva subito un dolorosissimo rovescio alle politiche dell'anno dopo che l'ha obbligato alle dimissioni. Solo che allora - ricordano altri- i laburisti non erano crollati così in basso tanto da farsi surclassare anche dai liberal-democratici.
I tre giorni elettorali tuttavia possono presentare risposte e vincitori diversi a seconda degli scrutini che vengono resi noti. Così se le amministrative sono sicuramente un duro colpo per Blair, la possibile conferma del sindaco di Londra Ken Livingstone potrebbe essere una boccata d'ossigeno mentre le elezioni europee potrebbero diventare un incubo per il leader conservatore che vedrebbe cancellata l'euforia di oggi se davvero i sondaggi saranno confermati, con una vasta fetta del suo elettorato spostato a favore degli indipendentisti del UKIP che chiedono di tagliare i ponti con l'Unione europea.
Per ora le proiezioni della BBC sulle amministrative sembrano confermate dal lento spoglio delle schede. Mentre mancano i dati ancora di alcune decine dei 166 consigli locali si delinea l'ampiezza della sconfitta laburista: i seggi persi sono oltre 400 andati per quasi il 50% a favore dei conservatori ed il resto diviso tra lib-dem e gli altri partiti minori o liste locali. Non sono più laburiste città come Newcastle dove il labour governava da 30 anni di seguito, Leeds, Oxford, Cardiff, Swansea mentre sono attesi i risultati da altri grandi centri, a cominciare dalla capitale.
Dai dati ancora non definitivi oltre alla positiva affermazione dei conservatori emerge la buona prestazione dei liberal-democratici che confermano una progressione riscontrata negli ultimi appuntamenti elettorali. Questa volta hanno fatto il pieno degli anti-guerra ma , ricordano gli osservatori, se vogliono confermarsi davvero come partito alternativo di governo e non come ruota di scorta del duopolio parlamentare devono poter dimostrare di pescare voti nel campo conservatore soprattutto nel sud dell'Inghilterra e nel Galles. Questa volta invece si è innestata una corrente opposta che se ha portato elettori laburisti a votare lib-dem per motivi di scelta pacifista ha spinto anche parte dell'elettorato di Charles kennedy a spostarsi in campo tory. Il rischio vero per il leader lib-dem è che i voti per l'Iraq possono rientrare ai laburisti mentre quelli su altre questioni più legate all'amministrazione e alle scelte di vita quotidiana possono essere persi per sempre.
Per Tony Blair si presenta un periodo difficile, alla ricerca di nuovi equilibri interni di partito e di nuove affermazioni sul campo, le sole capaci di non mettere in crisi i molti parlamentari laburisti che si sono svegliati questa mattina con la tragica notizia che se si dovesse votare domani per i Comuni loro non verrebbero rieletti. E' il panico tra questi parlamentari il pericolo maggiore in questo momento. Blair lo sa e deve mostrare che davvero non è un peso o un'anatra zoppa se vuole poter andare avanti e cercare un recupero prima delle prossime elezioni che comunque sarà lui a decidere se si terranno alla scadenza naturale nel 2006 oppure se, come tutti ritengono, si svolgeranno l'anno prossimo.
Francesco Bianchini

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