Martedì 28 Settembre 2021 | 07:38

NEWS DALLA SEZIONE

NEW YORK
Mali: primo ministro, le elezioni potrebbero essere rinviate

Mali: primo ministro, le elezioni potrebbero essere rinviate

 
MADRID
Covid: Spagna, oggi la terza dose per la prima vaccinata

Covid: Spagna, oggi la terza dose per la prima vaccinata

 
WASHINGTON
Usa: l'attentatore di Reagan sarà completamente rilasciato

Usa: l'attentatore di Reagan sarà completamente rilasciato

 
ROMA
Clima: Erdogan, la Turchia ratificherà l'Accordo di Parigi

Clima: Erdogan, la Turchia ratificherà l'Accordo di Parigi

 
PARIGI
Macron e Tedros inaugurano l'accademia dell'Oms a Lione

Macron e Tedros inaugurano l'accademia dell'Oms a Lione

 
TEL AVIV
Covid: principe ereditario Giordania positivo, sintomi lievi

Covid: principe ereditario Giordania positivo, sintomi lievi

 
NEW YORK
Fbi, omicidi aumentati del 30% nel 2020 negli Usa

Fbi, omicidi aumentati del 30% nel 2020 negli Usa

 
NEW YORK
Bennett, su nucleare Iran ha superato tutte le linee rosse

Bennett, su nucleare Iran ha superato tutte le linee rosse

 
WASHINGTON
'La Cia voleva rapire e assassinare Assange'

'La Cia voleva rapire e assassinare Assange'

 
ROMA
Afghanistan: i Talebani vietano il taglio delle barbe

Afghanistan: i Talebani vietano il taglio delle barbe

 
MADRID
Migranti: ancora sbarchi nel sud della Spagna

Migranti: ancora sbarchi nel sud della Spagna

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

G8: divergenze sotto patina di unità

Sull'Iraq, il colloquio tra Francia ed Usa non dissipa i contrasti: per tre volte, Bush fa riferimento al ruolo della Nato per aiutare «il popolo iracheno»; Chirac non vi accenna neanche una volta
SAVANNAH - Una patina di unità sull'Iraq e sull'iniziativa per la democrazia, le riforme, la prosperità nel cosiddetto Grande Medio Oriente maschera, al Vertice del G8 svoltosi a Sea Island, un'isola dell'Atlantico, il sussistere di divergenze fra i Grandi.
Sull'Iraq, il presidente americano George W. Bush e i Paesi della coalizione -Gran Bretagna, Italia, Giappone i tre qui presenti- vogliono un coinvolgimento dell'Alleanza atlantica, almeno per l'addestramento delle forze di sicurezza irachene.
Ma il presidente francese Jacques Chirac mette dei freni: vuole, almeno, una richiesta esplicita del governo iracheno, che, ieri, il presidente ad interim Ghazi al Yawar non ha fatto nè nell'incontro con gli Otto Grandi nè a colloquio con Bush.
E sul Grande Medio Oriente, i documenti ieri approvati, una dichiarazione politica e un piano d'azione, sono stati molto annacquati rispetto alle ambizioni iniziali americane. Passa il concetto che democrazia e riforme non possono essere imposte dall'esterno secondo modelli altrui.
Un testo sul conflitto israeliano-palestinese dà l'ok al ritiro da Gaza (il piano del premier israeliano Ariel Sharon), ripropone la 'road map' e rilancia l'azione del Quartetto (Usa, Ue, Russia, Onu): senza una «giusta e durevole soluzione» del conflitto, concordano i leader dei Grandi, non ci può essere evoluzione positiva nell'intera Regione.
IRAQ, BUSH E CHIRAC A COLLOQUIO - Dopo la cena di lavoro di ieri sera, preceduta da una passeggiata lungo la spiaggia, i leader dei Paesi del G8 hanno avuto, questa mattina, tutto un intreccio di incontri bilaterali. Bush è già stretto tra gli impegni del Vertice e i preparativi dei funerali di Stato, domani, dell'ex presidente Ronald Reagan: deve studiare, e provare, il discorso funebre.
Saltato l'incontro tra Bush e il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi -i due si sono appena visti a Roma, hanno una piena intesa e si rivedranno a Istanbul a fine mese, al Vertice atlantico-, resta in piedi il colloquio tra Bush e Chirac.
L'americano e il francese si sono pure visti da poco, sabato e domenica, a Parigi e in Normandia. Ma hanno problemi aperti.
Sull'Iraq, il colloquio non dissipa i contrasti: per tre volte, Bush fa riferimento al ruolo della Nato per aiutare «il popolo iracheno»; Chirac non vi accenna neanche una volta.
Ma l'Amministrazione statunitense spera di trovare un'intesa prima del Vertice atlantico a Istanbul a fine giugno: si tratta di definire un ruolo «un po' maggiore», e finora non meglio specificato, della Nato in Iraq.
In realtà, 16 dei 26 Paesi atlantici hanno già truppe in Iraq a titolo nazionale. L'ipotesi di affidare all'Alleanza in sè l'addestramento delle forze di sicurezza irachene esce rafforzata dalla denuncia del generale dell'esercito americano Paul D. Eaton: «Gli iracheni sono stati finora mal preparati. In un anno, non abbiamo fatto quasi nessun progresso», ammette lui che è stato il responsabile dell'istruzione militare delle reclute irachene.
Sull'Iraq, c'è invece un'intesa per dimezzare il debito estero iracheno (tra i 120 e i 124 miliardi di dollari): Washington voleva un taglio del 60%; i grandi creditori, specie la Russia, si sono fermati intorno al 50%.
CASA BIANCA, BILANCIO POSITIVO - Forte del voto dell'Onu di martedì, con il varo unanime della nuova risoluzione, e galvanizzato -riferiscono i suoi collaboratori- dall'incontro di ieri con al Jawar, il presidente Bush dà giudizi positivi della sua missione europea e di questo suo Vertice.
A rovinargli la festa, c'è un sondaggio del Los Angeles Times, che lo dà staccato di sette punti (51% a 44%) dallo sfidante democratico John Kerry, nel match elettorale per la Casa Bianca del 2 novembre.
Difficile dire quanto contino, in prospettiva elettorale, gli accordi del Vertice, che pure la Casa Bianca sventola come successi del presidente. Conterà certo di più la prestazione di Bush domani ai funerali di Reagan: decine di milioni gli americani che lo vedranno in tv.
Iraq e Grande Medio Oriente a parte, le conclusioni comuni riguardano nuove azioni contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, il rafforzamento della cooperazione globale anti-terrorismo, con l'attenzione alla sicurezza dei viaggi internazionali, un piano d'azione per sradicare la povertà, un incoraggiamento all'azione per promuovere la crescita economica globale, un'ulteriore spinta al piano d'azione 2002 per l'Africa del G8 e azioni umanitarie (contro l'Aids, la polio, le carestie).
Nella mattinata di oggi c'è stata la sessione conclusiva del G8, proprio su quella definita l' «agenda misericordiosa» del presidente Bush. Dopo, i leader dei Grandi hanno avuto l'ultimo impegno: una colazione con leader africani di Algeria, Ghana, Nigeria, Senegal, Sud Africa e Uganda, per discutere come cooperare per accelerare in Africa la crescita basata sul settore privato e lo sviluppo e come organizzare operazioni di peace-keeping nel Continente Nero.
Giampiero Gramaglia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie